Urso "tasso inflazione ben sotto alla media Ue indicano Italia come un paese modello"
"Il tasso di inflazione all'1 per cento, con la Borsa che cresce e lo spread che si riduce, sono dati positivi che vanno nella giusta direzione della stabilita' e della crescita". E' quanto dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in merito ai dati diffusi oggi da Eurostat sull'inflazione, "che configurano l'Italia come un Paese modello, con un'inflazione strutturalmente ben al di sotto della media europea". "Indicatori positivi - ha aggiunto Urso - peraltro in linea con la revisione al rialzo del Pil, la riduzione della disoccupazione al suo minimo storico e il recupero del potere d'acquisto delle famiglie. Prospettive positive per le imprese e le famiglie italiane".
A gennaio 2026, il tasso di inflazione annuale in Italia è sceso all'1% (stime preliminari), segnando il valore più basso da ottobre 2024 e collocandosi al di sotto della media dell'Unione Europea di dicembre 2025 (2,3%). Il dato italiano mostra un rallentamento rispetto all'1,2% di dicembre, posizionandosi tra i tassi più bassi in Europa. -Nell'Eurozona, l'inflazione si è attestata all'1,7% a gennaio, scendendo al di sotto dell'obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. Secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, i prezzi al consumo potrebbero rimanere leggermente al di sotto del target anche nel corso dei prossimi due anni. In questo contesto, una combinazione di indebolimento del dollaro e di un maggiore afflusso di beni cinesi a basso costo potrebbe intensificare le pressioni disinflazionistiche, riaprendo il dibattito su una potenziale ripresa del ciclo di allentamento monetario, sospeso dalla Bce lo scorso giugno.
I dati preliminari diffusi da Eurostat indicano che l'inflazione annua è scesa dal 2% di dicembre all'1,7% di gennaio, mentre su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato una contrazione dello 0,5%. Al netto di energia, alimentari, alcol e tabacco, l'inflazione core si è attestata al 2,2%, in lieve calo rispetto al 2,3% del mese precedente; su base mensile, invece, l'indice core ha segnato una flessione dell'1,1%. Negli ultimi mesi, l'inflazione si è mantenuta complessivamente in prossimità del target della Bce. In questo contesto, gli economisti prevedono che la Banca manterrà invariato il tasso di riferimento al 2% nella riunione di giovedì, livello confermato da giugno. Secondo lo scenario previsivo della Bce, infatti, l'inflazione media dovrebbe attestarsi all'1,9% nel 2026, scendere lievemente nel 2027 e tornare in prossimità dell'obiettivo solo nel 2028. Tuttavia, l'indebolimento del dollaro, unito all'afflusso di esportazioni cinesi più economiche verso l'Europa, potrebbe comprimere ulteriormente le pressioni sui prezzi.
La Borsa di Milano superando anche la soglia dei 47000 punti ha stabilito un nuovo record dal novembre 2000, cosi come lo spread stabilmente ormai da giorni sotto i 60 punti base, e la disoccupazione ai minimi storici fanno ben sperare per un 2026 positivo. E anche le stime fatte da Unimpresa due giorni fa sembrano indicare una tendenza positiva per l'anno in corso. Secondo gli esperti della associazione delle piccole e medie imprese, infatti, il Pil del nostro paese può crescere fino al 1,1%.