Sono cresciuto di fronte ad una base Nato e la Guerra Fredda me la ricordo bene, come ricordo JFK, Nixon, l'Unione Sovietica, il Vietnam e quant'altro. 
Una cosa imparammo all'epoca è che, in guerra, la prima regola è la propaganda, cioè confondere e intimorire gli avversari, sostenendo una vulgata vittoriosa e vincente dal lato dei 'nostri'.
Infatti, noi che leggevamo i giornali di carta, quando c'erano i bar e le latterie con i flipper e i calciobalilla, avevamo l'abitudine (anche i meno istruiti) di leggere due quotidiani per sapere cosa stesse accadendo davvero: uno "rosso" e uno "bianco" ... non come oggi che si legge solo quel che piace, anche se è vistosamente falso.

Dunque, almeno la metà delle dichiarazioni di Trump & co. sono delle vuote boutade utili solo ad essere raccolte con scandalo o timore dai suoi oppositori e a tenerli indaffarati sul nulla. Più se ne parla con allarme e più si fa il suo gioco
Per questo Meloni ma anche tutte le altre leadership europee e mondiali sostanzialmente tacciono: l'allarme di sicuro c'è ma non va accentuato.
Viceversa, l'altra metà di quello che arriva da Washington è mera propaganda, magari neanche ci credono Trump & co, ... ma ci credono i loro sostenitori.
Più se ne parla con indignazione e più si fa il suo gioco. 
Per questo i media sorvolano: non vogliono diffondere la propaganda di Trump & co. , a differenza di tanti social che abboccano all'amo.

Ma c'è dell'altro.
Quando inizia una guerra, inizia anche il "gioco del nemico del mio nemico che è mio amico". Un gioco che è iniziato - attenzione - nel 2022 quando la Russia ha invaso il Donbass, Biden ha imposto all'UE le sanzioni anti-russe, visto che Zelensky invece di scappare s'era messo in divisa, e questo ha sbilanciato tutto il mercato del gas e del petrolio mondiale. Infatti, le nostre bollette arrivarono alle stelle.

Trump aveva promesso agli americani di terminare la guerra in Ucraina e ce l'aveva quasi fatta con una proposta di pace 'irrinunciabile' per ambedue i contendenti. Poi, ci ha messo lo zampino la Francia che spingeva addirittura per mandare i suoi soldati e che - con l'Europa a traino, ma controvoglia -  ha rinnovato promesse ed aiuti a Zelensky ... per proseguire una guerra che sul terreno è già persa, se i territori controllati dai russi lo sono ormai da quattro anni.

Dunque, se l'UE è l'unica grande potenza che non produce petrolio e gas ... ed è riottosa a pacificare l'Ucraina, ma già è in affanno per le forniture dopo le sanzioni imposte da Biden alla Russia (e all'Europa) ... la soluzione può essere quella di tagliargli anche i rifornimenti dai paesi del Golfo Arabico.
E due piccioni con una fava ... il modo per farlo è attaccare l'Iran e bloccare Hormuz, mentre l'alleato Israele smantella definitivamente Hezbollah, dopo averlo fatto con Hamas, che aveva avuto la folle idea di un attacco in massa alla popolazione civile.
Intanto, le commesse di petrolio che andavano alle Borse arabe più dura la guerra e più si rivolgeranno altrove, cioè agli USA che ne sono i maggiori produttori o al Venezuela, nuovo "amico americano".

Questo spiegherebbe ampiamente quello che lo stesso Trump propaganda come un comportamento 'folle' di un attacco senza uno scopo e un obiettivo precisi.

Ma io direi 'astuto' se, mentre il petrolio sale di prezzo, Trump ricorda a noi europei che c'è sempre il petrolio russo, se "per caso" la guerra in Iran si allungasse e l'Europa restasse a secco, mentre USA, Venezuela, Russia, Brasile, Messico, Canada, Nigeria, Norvegia incassano gli extraprofitti generati dal rincaro.

Tanti anni fa, oltre al doppio quotidiano, i flipper, le latterie e i calciobalilla, andavano di moda i film di 007 e di intrighi internazionali.
Magari è tutto un film, chissà,