LA NORMALITÀ

"E' stato importante che Francesca Albanese, oggi, abbia presentato alla Camera il suo ultimo rapporto “Dall'economia dell'occupazione all'economia di genocidio” sulle aziende e gli interessi economici che hanno sostenuto prima la colonizzazione della Cisgiordania e ora il genocidio a Gaza.L'attacco nei confronti della Relatrice speciale dell'Onu sulla situazione dei diritti umani nei Territori Palestinesi occupati, che ha visto l'apice nelle vergognose sanzioni imposte dagli Usa nei suoi confronti, è l'ultimo atto di una campagna di delegittimazione che punta a indebolire lei ma anche l'intero sistema multilaterale e il diritto internazionale.Dall'Onu, all'Unrwa, alla Corte penale internazionale, assistiamo alla volontà di smantellare un intero sistema e imporre la legge del più forte. A prevalere, secondo alcuni governi nazionalisti, Usa in primis, non deve più essere il diritto, ma l'uso della forza, la potenza militare ed economica.Contro questo tentativo di gettare il mondo nel caos continueremo a batterci in tutte le sedi e continueremo a sostenere chi, come Francesca Albanese, rischia in prima persona in difesa del diritto internazionale e delle vittime dei crimini di guerra, contro l'umanità e del genocidio.Il governo italiano, invece, non ha speso una parola in difesa di Albanese, cittadina italiana: un silenzio indegno". (Fonte: Laura Boldrini, deputata PD)
 

L'ANORMALITÀ

Francesca Albanese accolta come una star dalla sinistra italiana, ospite in Parlamento. Ripete ossessivamente l'accusa del genocidio rivolta a Israele. Alla Camera e al Senato l'hanno invitata Laura Boldrini del PD, il deputato AVS Angelo Bonelli, Ascari di Cinque stelle. E potrebbero pure candidarla.Dopo l'autogrill, il parlamento. Uno spintone qua, uno là, l'antisemitismo avanza. Qui un gruppo di bruti contro un padre e il suo bambino di sei anni perché indossavano la kippà; là, invece, la più alta istituzione della Repubblica italiana. La Albanese, di cui il nostro alleato americano ha descritto e provato l'antisemitismo per il quale l'ha dichiarata persona non grata richiedendo invano all'ONU di liberarsene come ricercatrice, è arrivata nella casa della democrazia e ha chiacchierato parecchio nel suo stile mostrificando gli ebrei e Israele insieme ai suoi ospiti parlamentari di sinistra: un'incoronazione. Gli appassionati di Francesca Albanese ne hanno fatto la leader del movimento antisraeliano-antiebraico. Forse una prossima eletta. È la loro zarina, persino nemica degli USA oltre che di Israele, non per le sue caratteristiche culturali, l'eloquio, la conoscenza dell'argomento, ma per l'appartenenza “tecnica” all'Onu, il grasso e grosso nemico di Israele, che perché le spara come piacciono alla gente. Siamo in piena battaglia dal 7 di ottobre. I suoi protagonisti, da Hamas all'Iran al Qatar a Erdogan fino al backstage russo cinese, sperano che ancora la grande spinta anti-israeliana e antioccidentale costringa in ginocchio Gerusalemme. Francesca Albanese fa la sua parte. Raccoglie i consensi dei più accaniti nel volere vedere affondare Israele nella melma dell'odio, ha twittato persino che i soldati israeliani sparano ai bambini in testa e nei testicoli.È una groopy di prima fila dell'invenzione che Israele cerchi il genocidio, nel suo rapporto questa parola è citata 57 volte in 38 pagine. Ignora che Israele è impegnata in una guerra di difesa e di recupero degli ostaggi dopo la carneficina del 7 ottobre; che l'uso colossale, programmato di uno scudo umano mette in prima fila i civili in modo mai visto sopra centinaia di km di gallerie in cui soffrono gli ostaggi. La Albanese propone al parlamento italiano come il leader Ghazi Hamad che i palestinesi siano “un popolo di martiri”. Sparito l'odio, il terrorismo, le atrocità... resta il colonialismo inventato. Gli ebrei per lei, il popolo indigeno tornato dopo tanto soffrire, sono un popolo crudele. I suoi seguaci si sono moltiplicati, Macron propone all'ONU lo Stato palestinese, l'Europa vuole espellere Israele dalla ricerca scientifica: non si può proprio sopportare che gli ebrei che di fronte alle persecuzioni non hanno mai potuto difendersi, oggi combattano senza indietreggiare. Alla Camera e al Senato l'hanno invitata Laura Boldrini del PD, il deputato AVS Angelo Bonelli, Ascari di Cinque stelle... La Albanese dice cose semplici, ha molto mercato: la lobby ebraica comanda gli Stati Uniti, Israele è simile alla Germania Nazista, l'occupazione, i settler, i soldati che vanno a caccia di bambini da ammazzare sono Israele; anzi diceva ieri, l'economia di occupazione è stata trasformata in economia di genocidio. Boh. Ma Israele non ha mai perseguito il genocidio, né la fame. Ha fatto passi senza precedenti per limitare il danno ai civili: messaggi, telefonate, spostamenti, cancellazioni.I soldati sparano solo se in pericolo o in combattimento. Si cita la fonte di Hamas nel dire che ci sono stati 58mila morti con 18mila bambini, ma sono bambini fino ai 18 anni, le famiglie denunciano più volte i loro morti, la metà del numero è fatta di combattenti: quindi la proporzione fra combattenti e civili è fra le più basse della storia e Israele ha un accumulo di migliaia e migliaia di morti per attacchi terroristi e caduti in guerra, e di suoi civili colpiti dai missili. Infine, molti esperti concordano sul fatto che la fame nasce dal fatto che Hamas ha rubato immense quantità di aiuto per i suoi scopi. Ma nella Striscia il cibo c'è, si dovrebbe distribuirlo senza che Hamas lo rubi. L'Albanese può suggerirlo e anche che, se Hamas restituisce gli ostaggi, la guerra finirebbe. Non lo dice mai. (il Giornale, articolo di Fiamma Nirenstein del 30-07-'25)

Francesca Albanese, nell'anormalità della norma di chi rappresenta lo Stato ebraico e le comunità ebraiche internazionali, viene demonizzata non per quello che dice con dati alla mano, ma perché osa denunciare i crimini di guerra e i massacri di civili a Gaza, realtà che qualunque osservatore onesto non può ignorare. Parlare di "groopy di prima fila dell'invenzione che Israele cerchi il genocidio" è una frase talmente vergognosa e sprezzante da risultare grottesca. Si insinua che denunciare massacri equivalga ad essere antisemiti: una scorciatoia retorica per tappare la bocca a chi non si allinea con la narrativa ufficiale.

L'insistenza con cui si scredita la sua presenza in Parlamento come una “incoronazione” dell'antisemitismo è semplicemente indecente. Non una riga di argomentazione politica seria: solo insulti, insinuazioni, accuse gravissime senza fonti, e il tentativo infame di delegittimare la figura di Albanese attraverso l'associazione con Hamas, Iran, Erdogan, Russia e perfino la Cina — come se fosse una pedina di un'alleanza del male.

La frase finale, dopo una caterva di pseudo-argomentazioni è la sintesi perfetta del tono: sprezzante, dileggiante, privo di profondità e ridotto alla caricatura di un'analisi geopolitica. È un testo che non informa, ma incita. Non argomenta, ma scredita. Non difende Israele: lo usa come scudo per attaccare chiunque osi chiedere giustizia per i palestinesi.

Indignazione non è sufficiente. Questo tipo di propaganda mascherata è pericolosa: alimenta l'odio, blocca il dibattito e banalizza un conflitto tragico dove ogni parola dovrebbe essere pesata con il massimo rigore.

Perché nessuno la denuncia?