Il nuovo Rapporto “Il consumo di suolo in Italia 2024” dell’Ispra – oggi prodotto ufficiale del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) – fotografa una realtà che continua a destare preoccupazione. Anche se la velocità di crescita rallenta leggermente rispetto al passato, il consumo di suolo rimane troppo alto e continua a trasformare in modo irreversibile il paesaggio italiano.

Al 2023 la copertura artificiale ha raggiunto 21.578 km², pari al 7,16% del territorio nazionale. L’incremento annuo è stato di 72,5 km², poco meno di quanto avvenuto nel 2022 ma comunque superiore alla media dell’ultimo decennio (68,7 km²). In termini concreti significa che ogni giorno spariscono circa 20 ettari di terreno naturale, l’equivalente di coprire con cemento e asfalto l’intera superficie degli edifici di Torino, Bologna e Firenze messi insieme.

A livello percentuale, tre regioni hanno superato la soglia critica del 10% di suolo consumato:

  • Lombardia
  • Veneto
  • Campania

Guardando i dati assoluti dal 2006 al 2023, la Lombardia guida la classifica con 15.200 ettari di nuovo territorio cementificato, seguita da Puglia (14.600) e Veneto (13.300).

Uno dei settori più impattanti è la logistica, che nel solo 2023 ha occupato altri 504 ettari. La crescita è trainata soprattutto dall’indotto produttivo e industriale (63%), con contributi significativi anche da grande distribuzione (20%) ed e-commerce (17%).

Il fenomeno si concentra soprattutto nel Nord Italia, con picchi in:

  • Emilia-Romagna: 101 ettari
  • Piemonte: 91 ettari
  • Veneto: 80 ettari

Il Rapporto conferma quello che ormai è un dato strutturale: il consumo di suolo in Italia non si ferma. Pur con un ritmo leggermente meno aggressivo rispetto agli anni scorsi, la tendenza rimane sopra le medie decennali e mette a rischio ecosistemi, agricoltura e resilienza del territorio di fronte ai cambiamenti climatici.

Disponibili insieme al Rapporto completo anche le sintesi regionali, provinciali e comunali, utili a leggere il fenomeno in dettaglio e a capire come ogni area stia affrontando – o subendo – la questione.