L'acciaio è "un settore centrale e fondamentale per costruire l'autonomia strategica dell'Europa. Il piano d'azione europeo sull'acciaio indica una strategia molto ampia. Il provvedimento varato a ottobre relativamente al regolamento sulla salvaguardia dell'acciaio e alcune scelte molto forti e nette che sono state fatte sono un'occasione importante per rappresentare un cambio di passo, mentre e' evidente la complessita' della discussione a livello europeo". Lo ha detto Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, interevenendo all'assemblea pubblica 2025 di Federacciai, in corso al Kilometro Rosso di Bergamo.  Fitto ha risposto così, alla richiesta del presidente Sandro Gozi che ha detto che “ La partita della sopravvivenza dell'industria dell'acciaio si giochi a Bruxelles". 
Rivolgendosi alla platea di imprenditori, Fitto ha sottolineato che "c'e' una concreta chiara attenzione verso i temi dell'acciaio e gli obiettivi che abbiamo di fronte. Riconosciamo la rilevanza e la strategicita' dell'acciaio e il fatto che bisogna rimettere in ordine le politiche a livello europeo", ma "noi ci siamo e vogliamo lavorare con voi in forma costruttiva e positiva".

Trovarsi di fronte a una situazione complessa "e' un elemento di riflessione, ma anche di critica rispetto a un'impostazione che e' stata messa in campo e un'occasione fare alcune riflessioni sul fatto che lo status quo non e' assolutamente accettabile. L'attuale Commissione europea sta iniziando a dare alcuni segnali molto importanti in questa direzione", ha detto Fitto. Rivolgendosi al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, presente all'assemblea, Fitto ha detto che "abbiamo avuto e continuiamo ad avere occasioni di confronto costante che sicuramente hanno rappresentato e io sono convinto che rappresenteranno ulteriori opportunita' per poter continuare a lavorare rispetto agli obiettivi indicati".

 Il Piano UE sull’acciaio nasce dalla necessità urgente di difendere il settore siderurgico europeo dagli effetti devastanti della sovraccapacità globale, con particolare riferimento al dumping cinese. L’acciaio sovvenzionato dalla Cina ha infatti inondato il mercato europeo, mettendo in difficoltà non solo i produttori siderurgici ma anche settori collegati come l’automotive.

Il piano, presentato congiuntamente da Séjourné e dal commissario per il Commercio Maros Sefcovic, introduce contingenti tariffari annuali per le importazioni di acciaio e stabilisce dazi progressivi da applicare oltre tali limiti.

 Nel 2024, la situazione dell'acciaio in Europa è stata caratterizzata da un
calo della produzione, soprattutto per l'Italia (-5,2% nei primi otto mesi) e l'acciaio inox (-5% in Europa nel primo trimestre), influenzata dalla crisi del settore automobilistico e da costi elevati. In controtendenza, la produzione totale di acciaio grezzo nell'UE ha visto un aumento complessivo del 2,1% nel 2024, con un picco del 5,5% in ottobre, trainata da Paesi come la Germania (+14,7% a ottobre). Le principali sfide restano l'eccesso di capacità produttiva globale e la decarbonizzazione, che richiede ingenti investiment.