Come previsto New York ha eletto il nuovo sindaco, Zohran Mamdani, candidato del Partito Democratico che ha prevalso sul Andrew Cuomo, anche lui Dem ed ex governatore dello stato, andando a prendere il posto del sindaco uscente Eric Leroy Adams, anche lui democratico, come lo erano i predecessori Bill de Blasio e Michael Rubens Bloomberg.

Una partita tutta Dem, visto che è dai tempi di Rudolph Giuliani che New York non elegge un repubblicano e la vittoria non era in bilico. 
La novità è che il nuovo sindaco non è un Democrat o un Liberal, bensì un esponente dei Democratic Socialists of America e il “fatto” è che questo socialista dovrà governare la Grande Mela con il voto di un newyorkese su venti, tutti gli altri saranno da convincere …

Ma chi è Zohran Mamdani? 
Sappiamo che è un millennial, un rapper e un attivista: proviamo ad approfondire.

Zohran Kwame Mamdani è ugandese di origini indiane, immigrato nel 1998 in USA  con la famiglia all'età di sette anni, stabilendosi nell'Upper West Side di New York. Solo nel 2018 - all'età di 27 anni - è stato naturalizzato cittadino degli Stati Uniti.

In realtà, i genitori erano già arrivati da tempo negli USA, come “scholars”, divenendo prima dei noti attivisti marxisti e, poi, personaggi pubblici di successo.
Il padre Mahmood Mamdani era arrivato nel 1963 con il progetto Kennedy Airlift che accoglieva studenti d'eccellenza africani nelle università statunitensi, nel 2008 è stato votato come il nono "miglior intellettuale pubblico" al mondo nella lista dei 100 migliori intellettuali pubblici stilata da Prospect Magazine (Regno Unito) e Foreign Policy (Stati Uniti).
La madre Mira Nair si era iscritta alla Harvard University con una borsa di studio nel 1963, per poi dedicarsi alla cinematografia, vincendo nel 1988 il Premio Oscar per il miglior film in lingua straniera con il lungometraggio “Salaam Bombay!”.

Quale fosse l'aria che si respirava in casa di Zohran Mamdani ce lo racconta il suo secondo nome, Kwame.

Questo secondo nome gli fu dato dal padre in onore del il primo presidente del Ghana, Kwame Nkrumah, un personaggio molto controverso, non solo perché, nel 1957, non appena preso il potere, bandì i partiti locali e poi - nel 1964 - anche tutti gli altri partiti nazionali, finendo per allineare il Ghana con i regimi comunisti di Stalin e Mao, ancora in vita.
La notorietà internazionale di Osagyefo, "il redentore" come veniva chiamato Nkrumah per il suo asserito "socialismo", arriva dal fatto che, dopo aver creato il solito regime totalitario “socialista”, riuscì ad accumulare sperperi su sperperi, come quello del 1965 passato alla Storia, quando spese 10 milioni di sterline per edificare  il "Job 600",  un enorme Palazzo dell'Unità Africana di Accra, che includeva 60 appartamenti "privilegiati", poi rimasto semi-utilizzato fino al 2016, quando fu completata la ristrutturazione della struttura a pubblici uffici costata 25 milioni di dollari.

Insomma, anche se nato nel 1991, Zohran Mamdani è un “figlio tardivo” della generazione che aveva 20 anni negli Anni '60, quella che ha partorito presidenti famosi come Barack Obama ed Emmanuel Macron.

Non sorprende, dunque, che dopo essersi laureato, nel 2014,  Zohran abbia innanzitutto tentato la carriera artistica come rapper, collaborando nel 2016, con lo pseudonimo di Young Cardamom, con il rapper ugandese HAB a un EP intitolato “Sidda Mukyaalo" (link) , che ebbe un certo successo locale e curando la colonna sonora del film "Queen of Katwe" di sua madre Mira Nair (link

Intanto, il retaggio di una famiglia “impegnata” e radicata politicamente si faceva sentire, nel 2017 Zohran Mamdani si iscriveva alla sezione di New York City dei Democratic Socialists of America (DSA), lavorando per la campagna dei vari candidati Dem come Khader El-Yateem, un sacerdote luterano palestinese candidato al Consiglio comunale di New York City, come Ross Barkan per il Senato dello Stato di New York e come Tiffany Cabán in corsa come procuratore distrettuale della contea di Queens.

Nel 2019 Mamdani torna momentanemente al suo primo amore, il rap, e pubblica un singolo intitolato "Nani" (link), che nell'arco di 5 anni finirà per raccogliere su YouTube solo 20mila “like” su 800mila passaggi. 
Andando così le cose, a fine 2019 Zohran Mamdani – che intanto era divenuto cittadino statunitense - annunciava di candidarsi nel 36° distretto dell'Assemblea dello Stato di New York, presentando se stesso (link) come “consulente immobiliare specializzato nella prevenzione dei pignoramenti”, tema rovente a New York e soprattutto nel Queens che fa parte di quel distretto.

Il suo programma prevedeva di ridurre la presenza della polizia, depenalizzare il lavoro sessuale, abolire la cauzione in denaro, concedere la libertà vigilata per tutti gli anziani. Fece notizia la fornitura gratuita di oltre 12.000 pasti ai residenti musulmani del distretto alla fine il Ramadan.

Infatti, come molti ugandesi, Mamdani è di religione islamica sciita duodecimana, la religione di Stato dell'Iran con circa 170-255 milioni di fedeli nel mondo.
Gli sciiti duodecimani si basano sulla Sharia per i principi etici, legali e sociali, ma nel XX secolo, hanno cercato di conciliare i principi di giustizia sociale ed egualitarismo del Socialismo con la dottrina islamica, vedendo nel socialismo un potenziale strumento per raggiungere i principi di giustizia e benessere sociale stabiliti nella Sharia.

Questa "versione" del Socialismo ( الاشتراكية العربية‎?, al-ishtirākiyya al-ʿarabiyya) era già diffusa tra i sunniti e fu codificata dall'ideologia politica formulata da Michel 'Aflaq e da Salah al-Din al-Bitar, fondatori del Partito Ba'th assieme ad Akram al-Hawrani, e sviluppatasi poi negli anni successivi tramite figure come Gamal Abdel Nasser, Saddam Hussein, Ḥāfiẓ al-Asad, Muhammad Gheddafi.  Tra gli sciiti l'ideologia socialista si è diffusa soprattutto dopo la Rivoluzione Islamica iraniana degli Ayatollah.

Anche i gruppi jihadisti hanno utilizzato retoriche socialiste, come l'antimperialismo, la lotta armata per la giustizia sociale, il partito unico.
Nel suo libro del 2004 “Good Muslim, Bad Muslim: America, the Cold War, and the Roots of Terror”, proprio il padre di Zohran, il noto ideologo marxista Mahmood Mamdani, affermava che gli attentatori suicidi dovrebbero essere riconosciuti “come una categoria di soldati” e che ciò dovrebbe essere “inteso come una caratteristica della moderna violenza politica piuttosto che stigmatizzato come un segno di barbarie”. 

Tornando alla carriera politica di Zohran, venne eletto nel 2020 ed è stato rieletto al 36° Distretto di New York nel 2022 e nel 2024. Ed oggi è il sindaco di tutta la Grande Mela. Dunque, ci sono tutte le ragioni per cui i nostalgici del marxismo ed in generale i socialisti esultino.
Ma è tutto oro quel che luce?

Sarà un'ovvietà, ma va detto che, se il giovane Mamdami si definisce un socialista progressista e un musulmano impegnato, il timore maggiore dell'uomo qualunque statunitense è che si dimostri un “rookie”, islamico e socialista in grado di creare una tempesta perfetta e ridurre in pezzi i delicati equilibri su cui Gotham City esiste e cresce dai tempi in cui si chiamava Nuova Amsterdam.

Mettendo da parte la percezione, le critiche più concrete riguardano il programma politico di Mamdani:

  • presenta due somiglianze sostanziali con il programma di Trump: entrambi mirano a rendere la città e la nazione di nuovo grandi, entrambi propongono programmi che la comunità non può permettersi di pagare
  • è nota la tentazione di coprire le promesse di oggi con una “patrimoniale” di domani, che come ben sappiamo in Italia può essere una tantum e … domani si ritorna a far debiti
  • gran parte dei Dem degli altri stati dovranno "scrollarsi di dosso" le idee estremiste di Mamdani se vorranno vincere a casa loro, dove l'elettorato Dem è liberal ed affatto socialista.

 
Ma quel che desta maggiori preoccupazioni tra gli analisti neutrali è altro: è la natura stessa di New York.
Una megalopoli di 19 milioni di residenti, dove vivono circa 1,5 milioni di islamici e altrettanti ebrei, circa 2 milioni di afroamericani, oltre 2,5 milioni di ispanici ed altrettanti cinesi e irlandesi, superati solo dagli italoamericani che sono oltre 3.5 milioni.
Una megalopoli di 19 milioni di residenti dove è un record se vanno a votare 2 milioni di persone

Dunque, il vero problema di Zohran Mamdani è quello di tutti i sindaci che l'hanno preceduto: ha votato un residente su dieci,  solo uno su venti ha scelto il nuovo sindaco e New York (aka Gotham City) è un Melting Pot dove spesso accontentare un gruppo sociale significa inimicarsene un altro.

Una storia che si ripete:

  • il sindaco Rudy Giuliani fu condannato a pagare $148 milioni di dollari per diffamazione, finendo per dichiarare bancarotta e cedere beni personali, oltre ad essere radiato dall'albo degli avvocati di New York e del Distretto di Columbia
  • il suo successore Michael Bloomberg dovette affrontare proteste e accuse di discriminazione culminarono in una causa legale che portò alla dichiarazione di incostituzionalità della sua politica di "stop and frisk" da parte del tribunale distrettuale nel 2013
  • anche il sindaco successivo Bill de Blasio fu condannato, a causa di $319.794 spesi per stipendi, spese di viaggio e straordinari della scorta, più un’ulteriore multa da $155.000
  • infine, il sindaco uscente Eric Leroy Adams che non si è ricandidato, perché rinviato a giudizio da un Grand Jury federale per aver «aggirato le leggi federali che servono a prevenire le influenze straniere nelle elezioni statunitensi».

Insomma, New York è sempre New York, aka Gotham City.

Non a caso, Matteo Renzi, intervistato da Open ha commentato che “un giudizio su Mamdani amministratore e politico è prematuro. Per il momento è stato un formidabile campaigner vincendo una partita quasi impossibile”.
Non contro Trump ed i Repubblicani, intendeva probabilmente l'ex premier italiano, uno che la sa lunga: la partita quasi impossibile vinta da Zohran Mamdani è quella contro il corrotto establishment Dem di Gotham City e ... contro la storica egemonia italo-irlandese nella pubblica amministrazione della Grande Mela.

Vedremo quanto ha ancora da imparare Zohran Mamdani, quanto sarà influenzato dall'estremismo paterno, quante sue promesse diventeranno solide realtà e cosa si dirà di lui tra una decina di anni.