C'è un riflesso condizionato che caratterizza i fascisti d'Italia: quando l'oppressore è lontano e “nemico”, si alza la voce tuonando minacce e contumelie a squarciagola; invece, quando l'oppressore indossa la cravatta giusta ed è “alleato”, si abbassa lo sguardo, al massimo pigolando assurde giustificazioni. È su questa doppia morale che si regge, oggi, l'incoerenza più imbarazzante dei "trumpini d'Italia": quelli che tuonano contro l'Iran degli ayatollah, che uccide e schiaccia il dissenso, ma non trovano una parola – una sola – quando a Minneapolis un cittadino americano viene ucciso durante un'operazione federale e i video sbugiardano, al di là di ogni ragionevole dubbio, la versione ufficiale che l'amministrazione Trump pretende di sdoganare come verità.

La morte di Alex Pretti, infermiere specializzato in terapia intensiva, ha scoperchiato qualcosa di più di un episodio di ordine pubblico: ha mostrato il nervo scoperto di un potere che non teme più la domanda fondamentale delle democrazie — chi controlla chi usa la forza? Quello che è accaduto sabato a Minneapolis è, in una settimana, il secondo caso di assassino che coinvolge agenti federali. Non solo. L'amministrazione Trump, nonostante le immagini spieghino benissimo l'accaduto, pretende di voler sdoganare - di nuovo - una ricostruzione dei fatti che è un insulto alla ragione, visto che le immagini ci mostrano perfettamente la realtà.

Qui sta il punto politico: quando la forza diventa prassi e la trasparenza diventa eccezione, la democrazia non cade con un colpo di Stato: si svuota per assuefazione, con il cittadino che diventa un ostacolo da gestire e non più un titolare di diritti. Quella trumpiana come può esser definita se non dittatura?

E adesso guardiamo l'altra faccia della medaglia: l'Iran. Proprio il governo italiano — Palazzo Chigi — ha espresso "profonda preoccupazione" per la repressione e ha chiesto a Teheran il rispetto dei diritti. Benissimo. È esattamente ciò che andrebbe detto sempre, ovunque, e a maggior ragione quando la violenza e l'arbitrio sono esercitati da chi si proclama campione dell'Occidente.

Il problema è che, quando la scena si sposta dagli ayatollah all'America di Trump, quei principi evaporano... e non certo per mancanza di informazioni: Minneapolis è sotto gli occhi del mondo. Si tratta di coerenza morale, ma la coerenza, nel trumpismo italiano, è diventata un accessorio... figuriamoci la moralità!

Ma i fascisti d'Italia, non si accontentano ed arrivano persino a rifugiarsi nel grottesca. Giorgia Meloni, al termine del vertice Italia-Germania, si è spinta fino a dire di sperare un giorno di poter candidare Trump per il Nobel per la pace, nonostante tutte le violazioni del diritto (internazionale e non) di cui si è macchiato finora e nonostante stia pianificando di attaccare - di nuovo - l'Iran. 

Non è una battuta da talk show: è una dichiarazione politica che riscrive il vocabolario. Perché “pace”, in questo schema, non è più la tutela del diritto, ma il premio al leader “forte” se — per convenienza — decide di negoziare. E Matteo Salvini è , ovviamente, della stessa idea.

Per questi statisti da bar dello sport, il copione è sempre lo stesso: l'America è uno Stato democratico,  mentre l'Iran è uno Stato barbaro, perché la repressione di Washington, per loro, è ristabilire l'ordine; mentre se a reprimere è Teheran, allora scoprono l'esistenza della tirannia.

Come vogliamo chiamare la politica dei trumpini d'Italia verso Washington? Semplicemente vigliaccheria, non certo realpolitik.

Infatti, se fossero realmente dei democratici dovrebbero aver imparato che il diritto o è universale o è propaganda. Se lo trasformi in un randello contro gli avversari e lo aggiusti in base alla convenienza del momento per gli amici, hai già scelto: non sei dalla parte della democrazia.

Il commento di Laura Boldrini…Il servilismo di Giorgia Meloni nei confronti di Trump arriva al punto di assecondare la dissennata idea del presidente Usa di ricevere il Nobel per la pace. "Confido che anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace" ha dichiarato Meloni.Un uomo che va a bombardare un altro paese e ne sequestra il presidente, un uomo condannato per abuso sessuale, un uomo che manda agenti a volto coperto a seminare il terrore nelle città sparando in faccia a civili inermi e arrestando bambini di 5 anni, un uomo che ha ispirato e sostenuto l'assalto a Capitol Hill graziandone gli autori, un uomo che usa i dazi per ricattare e piegare altri paesi al suo volere, un uomo che punta allo smantellamento dell'Ue, un uomo che dice che la sua morale conta più del diritto internazionale non può essere candidato al Nobel per la pace. Sostenere il contrario è, appunto, solo indice di un atteggiamento servile che fa male all'Italia e all'Europa.Ancora una volta, Giorgia Meloni si comporta da obbediente vassalla del mitomane e arrogante tycoon.


Il commento di Elly Schlein…Un uomo è stato ucciso per strada a Minneapolis, un agente federale dell’ICE gli ha sparato al petto da distanza ravvicinata.Ieri l’ICE ha arrestato e deportato una bambina di 2 anni. Ha arrestato anche un bambino di cinque anni e le immagini mostrano gli agenti federali che lo usano come esca per bussare alla porta di casa e catturare sua madre. Tutto questo è illegale e disumano.Il 7 gennaio un agente dell’ICE ha sparato e ucciso a Renee Nicole Good, poetessa e madre di tre figli, i video dell’uccisione -anche quelli condivisi dalla Casa Bianca - dimostrano che la donna non costituiva alcun tipo di minaccia.Sei procuratori federali si sono dimessi per le pressioni subite dal Dipartimento di Giustizia che ha impedito di indagare l’agente che ha sparato a Good, mentre spinge per indagare la sua vedova.Quando lo Stato abusa dell’uso della forza, ci vuole un giudice indipendente e imparziale che faccia giustizia. Altrimenti nessuno potrà far valere i propri diritti contro gli abusi di potere.In centinaia di migliaia stanno manifestando per le strade di Minneapolis per chiedere che l’ICE lasci la città, una richiesta che ha hanno fatto anche il governatore del Minnesota, il sindaco di Minneapolis e molti parlamentari democratici.Trump ha volutamente dispiegato in città una milizia armata che sta causando una vera e propria guerriglia urbana, ci sono state già tre sparatorie in pochi giorni. Sta portando il caos nelle città americane come nelle relazioni internazionali, delegittimando le Nazioni Unite e violando il diritto internazionale.Come si può pensare di candidare al Nobel per la Pace l’uomo che è responsabile di tutto questo? L’Italia non merita di scivolare così in basso.