Salute

Riforma Schillaci: come cambia la Sanità Territoriale

Ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha illustrato oggi in Conferenza delle Regioni la bozza di decreto legge che porta il suo nome e che punta, soprattutto "a fare presto per dare agli italiani una sanità più efficiente e vicina ai cittadini, in particolare ai più fragili". Per farlo, la strada scelta è quella di un decreto legge che potrebbe arrivare entro maggio. (Ansa)

Il ministro Schillaci ha illustrato come si intende accelerare l’implementazione delle strutture territoriali e migliorare l’accesso alle cure, riducendo il carico sugli ospedali.

La FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) si oppone duramente, per comprensibili ragioni di categoria, dato che l’accesso alla carriera di medico di famiglia dipendente è subordinato alla specializzazione in medicina generale, penalizzando i medici con altre specializzazioni o privi che sono già attivi.

In sintesi, cosa ha annunciato il Ministro Schillaci e cosa conterrà il decreto ormai alle porte?

Medicina territoriale e ruolo dei medici di base
La medicina territoriale diventa il fulcro della "svolta" del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Medici di base: potranno diventare dipendenti pubblici su base volontaria, con un rapporto di lavoro subordinato, simile a quello degli ospedalieri. Questa trasformazione mira a rafforzare il ruolo dei medici di famiglia nelle Case di Comunità.
La convenzione tra medici e Asl rimane, ma si introduce un sistema misto: alcuni medici potrebbero scegliere di essere dipendenti pubblici, altri continuare con le convenzioni.

Remunerazione
Attualmente, i medici di medicina generale vengono pagati in base al numero di pazienti assistiti.
La proposta prevede un sistema di remunerazione basato sulla partecipazione al lavoro nelle reti territoriali, sulla presa in carico di pazienti cronici e fragili, incentivando un approccio più orientato alla qualità e alla continuità assistenziale.

Strutture e infrastrutture
Le Case di Comunità sono strutture intermedie che forniranno servizi di assistenza multidisciplinare, tra cui pediatri, infermieri, specialisti, psicologi e assistenti sociali.
Al 31 dicembre 2025, erano attive 781 Case di Comunità (su circa 1.715 pianificate), con l’obiettivo di arrivare alla piena operatività entro giugno 2026.
Queste strutture sono realizzate con fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Carenza di medici e attrattività della professione
In Italia mancano oltre 5.700 medici di medicina generale.
La categoria sta attraversando un calo notevole: tra il 2019 e il 2024, circa 5.200 medici hanno abbandonato o non sono più disponibili.
La proposta mira a nobilitare la professione, rendendola una vera e propria specializzazione con uno status e una retribuzione più attrattivi, paragonabili ad altre specializzazioni più "blasonate".

Il nuovo ruolo dei medici di famiglia
I medici di base potranno scegliere di lavorare come dipendenti pubblici o rimanere con la convenzione.
La scelta di diventare dipendenti comporterà ruoli di coordinamento nelle nuove strutture, aiutando a integrare i servizi territoriali.
La motivazione di questa scelta riguarda la necessità di garantire servizi 24/7 nelle Case di Comunità, che sarebbe difficile affidare ai medici convenzionati, per motivi di sostenibilità e organizzazione.

 Tempi di approvazione
La bozza di decreto dovrebbe essere approvata entro maggio, con il via libera delle Regioni.
La risposta delle Regioni e dei sindacati sarà cruciale, poiché sono divisi e alcuni sono pronti a opporsi fermamente.

Autore scienzenews
Categoria Salute
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