Ecco perché a Gaza è in corso un genocidio da parte dello Stato ebraico di Israele
La Convenzione ONU per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948 (art. II) definisce genocidio qualsiasi atto commesso con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale.
Adesso, articolo per articolo, vediamo perché quanto sta accadendo a Gaza, in base a ciò che sta facendo lo Stato ebraico di Israele, è classificabile come genocidio.
Art. II, a – “Uccidere membri del gruppo”
Il genocidio include l'uccisione intenzionale di membri del gruppo.A Gaza sono decine di migliaia i palestinesi uccisi, la maggioranza civili, con un numero sproporzionato di donne e bambini. Gli attacchi a case, scuole e ospedali mostrano che non si tratta solo di combattenti.
Art. II, b – “Causare gravi lesioni fisiche o mentali a membri del gruppo”
Danni fisici o psicologici gravi rientrano nella definizione.A Gaza le amputazioni di massa (spesso senza anestesia), traumi psicologici diffusi, bambini che crescono sotto bombardamenti costanti, perdita di intere famiglie. L'impatto mentale è devastante e documentato.
Art. II, c – “Sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita tali da comportarne la distruzione fisica, totale o parziale”
Blocco di beni essenziali, fame forzata, privazione di cure sanitarie.A Gaza vi è un assedio totale, con blocco di cibo, acqua, carburante, medicine. A questo va aggiunta la distruzione di ospedali, campi profughi e infrastrutture idriche. L'ONU ha parlato di "carestia artificiale" e di condizioni di vita non sostenibili.
Art. II, d – “Imporre misure volte a impedire nascite all'interno del gruppo”
Sterilizzazioni forzate, impedimenti medici, condizioni che riducono drasticamente la natalità.A Gaza vengono colpirti ospedali e reparti pediatrici ed è spesso impossibile per le donne palestinesi avere cure pre-parto e post-parto con aumento di aborti spontanei, mortalità materna e infantile. In molti casi neonati prematuri sono morti perché non vi era la possibilità di fornire energia (e ossigeno) alle incubatrici.
Art. II, e – “Trasferire con la forza bambini da un gruppo ad un altro”
Deportazioni forzate di minori.A Gaza vi sono numerose denunce di bambini palestinesi detenuti in Israele senza contatto con le famiglie e testimonianze di separazioni forzate. Non è il crimine principale, ma anche questo si aggiunge all'elenco di quelli commessi da Israele.
La Convenzione chiarisce che non basta compiere questi atti: serve l'intento di distruggere, in tutto o in parte, il gruppo. Dichiarazioni ufficiali israeliane parlano di "cancellare Gaza dalla faccia della terra", "non ci sono civili innocenti a Gaza", i palestinesi vengono definiti "animali umani".
L'uso della forza, da parte dello Stato ebraico, non è limitato a colpire Hamas, ma a rendere Gaza invivibile per i palestinesi come popolo.
Per questo la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) ha già detto nel gennaio 2024 che esiste un rischio plausibile di genocidio in risposta al caso aperto dal Sudafrica: in termini legali, non serve attendere l'annientamento completo per parlare di genocidio, basta che ci sia un intento e atti concreti in tale direzione.
La CIG ha ordinato a Israele misure provvisorie per prevenire il genocidio. Lo Stato ebraico non solo non ha rispettato tali indicazioni, ma ha pure incrementato i propri crimini.
Naturalmente, poi, ci sono anche dei presunti giornalisti, o più probabilmente dei propagandisti che agiscono per motivi legati a proprie convinzioni oppure alla pecunia, che arrivano a fare dichiarazioni come quelle di Enrico Mentana che, per non dire che a Gaza sia in corso un genocidio, sostiene che "un genocidio è solo quando una popolazione si sente superiore rispetto a un altra, causando un razzismo e un suprematismo che spinge a eliminare gli altri"... come se a Gaza non fosse così!