Esteri

«Il cibo e gli aiuti li portiamo noi». La marcia degli israeliani verso Gaza


Il valore di un gesto!

Ma c’è ancora qualcuno che può pensarlo?
Che può pensare che un accordo di pace qualunque possa essere trovato quando a trattare sono i due estremismi? Due estremismi che si tengono a vicenda, che giocano la stessa partita e trovano ragione di essere e sopravvivere nella esistenza dell’altro?

Quasi due anni di bombardamenti, migliaia di morti e indicibili sofferenze inflitte, ed è forse migliorata la sicurezza delle famiglie israeliane?

Hamas non è affatto stata debellata e anzi resta l’interlocutore con cui trattare con il governo israeliano e altri, e qualcuno può ragionevolmente pensare che ci sia un reale interesse a risolvere le ragioni di questa infinita tragedia?

Credo anche che nessuno dall’esterno possa o voglia veramente impegnarsi a farlo.

Sono convinto però che solo la gente possa fare il miracolo; quella gente, israeliana o palestinese che sia, che ha solo voglia di poter vivere, sperare e costruire un futuro per i propri figli senza l’incubo di una minaccia incombente.

Ci sono gesti che sono davvero carichi di significato, e aprono alla speranza che entrambi i popoli riescano prima o poi a liberarsi e isolare i fanatici che sulla loro pelle costruiscono le loro fortune.

Autore Cosimo D'Alessandro
Categoria Esteri
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