La guerra tra Iran e Israele entra in una fase ancora più pericolosa. Negli ultimi giorni diversi missili balistici iraniani dotati di testate a grappolo sono riusciti a superare i sistemi di difesa aerea israeliani, disperdendo decine di piccole bombe su zone abitate del Paese.
A rivelarlo è il quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui la nuova tattica militare ha provocato la caduta di decine di ordigni di piccole dimensioni in varie località del centro di Israele, aggravando il rischio per la popolazione civile.
Le sirene d'allarme hanno risuonato in ampie aree del Paese quando, nella giornata di ieri, due missili sono stati lanciati nel giro di meno di mezz'ora verso il cuore dell'area metropolitana di Tel Aviv. In cielo sono stati visti decine di oggetti luminosi dirigersi verso il Gush Dan, l'area urbana più densamente popolata di Israele: una scena ormai diventata una delle immagini simbolo del conflitto in corso.
Secondo il quotidiano, uno dei missili utilizzati nei giorni scorsi sarebbe del tipo Khorramshahr, un vettore balistico iraniano capace di trasportare una testata che si apre in volo e disperde fino a 80 mini-bombe, ognuna contenente diversi chilogrammi di esplosivo.
In un caso, il mancato intercettamento del missile ha provocato la dispersione degli ordigni su un'area lunga circa 27 chilometri, con cadute registrate in diverse località del centro del Paese. Alcune bombe sono finite in zone aperte, altre vicino ad aree abitate.
Dall'inizio della guerra, riferisce Haaretz, almeno undici missili con testate a grappolo sarebbero riusciti a penetrare la difesa aerea israeliana. Durante l'escalation dell'anno scorso erano stati solo tre.
Secondo le stime citate dal giornale, l'Iran avrebbe lanciato circa 250 missili contro Israele dall'inizio delle ostilità, e circa la metà sarebbe stata equipaggiata con questo tipo di testata.
Le mini-bombe hanno provocato danni in decine di punti della regione di Gush Dan, creando crateri nel terreno e colpendo edifici e automobili con schegge e detonazioni multiple. Sebbene la potenza di ciascun ordigno sia inferiore a quella delle testate tradizionali – che contengono centinaia di chilogrammi di esplosivo – la loro dispersione su vaste aree aumenta notevolmente il pericolo per i civili.
Gli attacchi hanno avuto anche conseguenze mortali. Due missili balistici convenzionali hanno colpito zone abitate a Tel Aviv e Beit Shemesh, causando dieci morti. In un altro episodio, nella città di Yehud, due operai sono rimasti uccisi in un cantiere dopo essere rimasti all'aperto durante l'attivazione delle sirene.
Secondo diversi esperti militari, le munizioni a grappolo vengono normalmente utilizzate contro obiettivi militari estesi, come aeroporti, radar o concentrazioni di veicoli. Il loro impiego in aree civili, tuttavia, può costituire una violazione del diritto internazionale umanitario, proprio per l'elevato rischio che rappresentano per la popolazione.
Un ulteriore pericolo è rappresentato dagli ordigni inesplosi. Molte delle piccole bombe disperse possono restare nel terreno per mesi o addirittura anni, esplodendo al minimo contatto e rappresentando una minaccia costante per i soccorritori e per i civili.
Proprio per questo motivo esiste una convenzione internazionale che vieta l'uso delle munizioni a grappolo. Tuttavia né l'Iran né Israele hanno aderito al trattato.
Nonostante la capacità dei sistemi di difesa israeliani di intercettare una parte significativa dei missili, gli analisti spiegano che i vettori dotati di testate a grappolo sono molto più difficili da neutralizzare. Se la testata si apre ad alta quota e rilascia le mini-bombe prima dell'intercettazione, anche l'abbattimento del missile può non impedire la caduta degli ordigni sul territorio.
Crediti immagine: ISPI


