Esteri

I pirati dello Stato ebraico hanno intercettato le altre navi della Global Sumud Flotilla al largo di Cipro


52 navi civili della Global Sumud Flotilla che trasportano 461 volontari provenienti da 45 paesi, oltre a cibo, latte in polvere e assistenza medica alle persone che vivono sotto assedio e genocidio a Gaza, sono state intercettate da navi della marina israeliana in acque internazionali. Due settimane fa, Israele aveva intercettato illegalmente 22 navi della Flotilla al largo delle coste greche e aveva rapito 181 volontari, sottoponendoli a violenza fisica e sessuale. Israele ha ora minacciato di escalation. Ogni ora che passa aumenta il rischio per i volontari ancora in mare e per quelli già rapiti.


Nuovo scontro nel Mediterraneo attorno alla guerra nella Striscia di Gaza e al blocco navale imposto da Israele. Alcune imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, partite dalla Turchia e dirette verso le coste palestinesi con l’obiettivo dichiarato di sfidare e rompere il blocco israeliano, sono state intercettate al largo di Cipro, in acque internazionali, dalle forze israeliane. Un’operazione che ha immediatamente provocato accuse, polemiche e nuove mobilitazioni internazionali, mentre sui social network venivano diffusi video che mostrerebbero le unità militari israeliane circondare le navi della missione.

Pochi minuti prima dell’intervento in mare, le autorità israeliane avevano lanciato un avvertimento diretto ai partecipanti della missione, invitandoli a “cambiare rotta e tornare immediatamente indietro”. A intervenire era stato anche il ministero degli Esteri di Israele con un duro messaggio pubblicato su X, nel quale l’iniziativa veniva definita “una provocazione fine a se stessa” e non una reale missione umanitaria. Nel comunicato, Tel Aviv sosteneva che la flottiglia fosse priva di veri aiuti umanitari e accusava della partecipazione “due gruppi violenti turchi”, citando in particolare Mavi Marmara e IHH, quest’ultima indicata da Israele come organizzazione terroristica.

Il governo israeliano ha ribadito che non consentirà alcuna violazione del blocco navale attorno alla Striscia di Gaza, considerato dalle autorità israeliane una misura di sicurezza legittima nel contesto del conflitto in corso. Proprio su questo punto si concentra però la contestazione degli attivisti della Global Sumud Flotilla, che denunciano invece un’operazione “illegale” compiuta “in acque internazionali”. A rilanciare la denuncia è stata la portavoce italiana della missione, Maria Elena Delia, che ha accusato Israele di avere nuovamente fermato con la forza una missione civile diretta verso Gaza.

Si tratta infatti del secondo episodio in poche settimane. Già il 30 aprile scorso le imbarcazioni della missione erano state bloccate al largo di Creta, con le navi sequestrate e gli attivisti successivamente fatti sbarcare in Grecia. Dopo giorni di stallo e trattative, la flottiglia era ripartita dalla Turchia il 14 maggio nel tentativo di riprendere la traversata verso Gaza. Anche questa volta, però, il viaggio si è concluso con un nuovo abbordaggio e con il fallimento dell’obiettivo dichiarato dagli organizzatori.

La tensione è aumentata ulteriormente nel momento in cui i partecipanti alla missione, attraverso i social, hanno iniziato a chiedere una mobilitazione internazionale immediata. Nei messaggi diffusi online, gli attivisti hanno invitato il cosiddetto “equipaggio di terra” a tornare in piazza e a “bloccare tutto”, trasformando l’episodio marittimo in un appello politico più ampio contro Israele e contro la prosecuzione della guerra nella Striscia.

L’intercettazione delle navi cade inoltre nello stesso giorno dello sciopero generale proclamato dall’Usb con lo slogan “Nemmeno un chiodo per guerre e genocidio”. La mobilitazione sindacale, spiegano gli organizzatori, raccoglie anche l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e punta a contestare il sostegno logistico e industriale ai conflitti armati. Un intreccio tra protesta sindacale, attivismo internazionale e guerra in Medio Oriente che contribuisce ad alimentare un clima sempre più teso anche fuori dai confini della regione.

L’episodio riporta infine al centro dell’attenzione internazionale il tema del blocco navale imposto da Israele su Gaza, da anni oggetto di scontro politico e diplomatico. Da una parte Tel Aviv sostiene la necessità di impedire l’ingresso di materiali e supporti potenzialmente utilizzabili dalle organizzazioni armate palestinesi; dall’altra movimenti internazionali, associazioni e attivisti continuano a denunciare quello che considerano un isolamento forzato della popolazione civile della Striscia. E proprio lungo questa linea di frattura si inserisce la nuova missione della Global Sumud Flotilla, conclusasi ancora una volta con un intervento militare in mare aperto e con accuse reciproche destinate ad alimentare ulteriormente le tensioni già altissime attorno al conflitto di Gaza.

I governi hanno il dovere legale di proteggere la missione umanitaria secondo il diritto internazionale.

Questi i commenti di alcuni dei nostri politici...

Nicola Fratoianni: "Israele sta abbordando in questo momento le barche della Global Sumud Flotilla a largo di Cipro.
Ancora una volta in acque internazionali.
Ancora una volta un atto criminale di pirateria alle porte dell'Europa.
Ancora una volta Netanyahu fa carta straccia del diritto internazionale.
L'Italia e l'Europa non devono restare in silenzio.
Il governo italiano deve attivarsi immediatamente per garantire l'incolumità di tutte le persone presenti a bordo della Global Sumud Flotilla.
E, per una volta, fare la cosa giusta e sanzionare il governo fascista di Netanyahu".
Angelo Bonelli: "Dalla Global Sumud Flotilla arriva la notizia che le forze armate Israeliane stanno abbordando le imbarcazioni. Ancora, per l’ennesima volta, Israele mostra il suo disprezzo per il diritto internazionale.
Chiediamo che il Governo Italiano si attivi immediatamente per garantire l’incolumità degli equipaggi e che di fronte a questa ennesima dimostrazione di arroganza e di illegalità vengano prese iniziative concrete per sanzionare e isolare il governo fascista di Netanyahu".

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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