Il presidente ad interim della Siria, Ahmed Husayn al-Sharaa, conosciuto in occidente con il nome di Abu Muhammad Al Jolani, leader del gruppo jihadista Hayat Tharir al-Sham, ramo di Al Qaida nella Siria di Assad, è stato accolto da molte cancellerie europee, come l’uomo nuovo che potrà dare ordine alla Siria del dopo regime.
Al Juani ha già ottenuto dall’Unione Europea la volontà di alleggerire le sanzioni imposte al precedente regime, per accelerare la ricostruzione del Paese martoriato da una guerra civile lunga quattordici anni.
Non si hanno, però contestazioni da parte dell’Europa del massacro degli alawiti, sono molte centinaia le persone uccise con esecuzioni sommarie, di cui sono state saccheggiate le loro abitazioni, dalle milizie legate al presidente Al Jolani. Gli alawiti sono una minoranza sciita presente nella regione di Latakia e Tartus, da cui proviene la famiglia di Bashar al-Assad.
Non una cancelleria ha alzato la voce o chiesto spiegazioni al neo presidente siriano, per chiedergli conto di questo pogrom. Rimane un mistero il perché alcuni eccidi siano riconosciuti subito come tali, mentre altri vengono immediatamente ignorati.


