Salute

Capitolo ipoparatiroidismo, fra nuove terapie e diagnosi complesse

L’ipoparatiroidismo, malattia rara che in Italia riguarda fino a 15.000 persone, continua a rappresentare una sfida clinica per diagnosi tardive, sintomi eterogenei e complicanze che possono coinvolgere reni, cuore e sistema nervoso. Durante la Giornata Mondiale degli Ormoni, Motore Sanità ha riacceso l’attenzione sul tema con un convegno dedicato alla costruzione di un modello nazionale di presa in carico.

«Per anni è stata una malattia negletta», ha ricordato Maria Luisa Brandi, presidente FIRMO. «Oggi abbiamo terapie efficaci e nuove molecole in arrivo, ma non possiamo permettere che differenze regionali ostacolino i pazienti».

Anche Fabio Vescini ha evidenziato criticità ancora aperte: «Mancano PDTA condivisi, l’accesso ai centri esperti è disomogeneo e l’assenza di registri nazionali limita la raccolta di dati real‑world». Per Vescini servono inoltre «più educazione del paziente e maggiore supporto all’aderenza».

Sul fronte terapeutico, Domenico Salvatore ha definito la palopegteriparatide «un passo significativo» e «un cambiamento rilevante nel paradigma di cura». La nuova terapia sostitutiva, ha spiegato, «si avvicina alla fisiologia dell’ormone endogeno» e la monosomministrazione giornaliera «può migliorare l’aderenza e ridurre le fluttuazioni cliniche».

Il messaggio degli esperti è chiaro: garantire uniformità, continuità e accesso alle innovazioni è oggi la priorità per migliorare la vita dei pazienti.

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Autore Massimiliano Bordignon
Categoria Salute
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