L’immagine della Russia oggi è quella di una potenza decadente, incapace di avanzare sul campo di battaglia e che sfoga la propria frustrazione bombardando la popolazione civile ucraina”. Giovanbattista Fazzolari,sottosegretario alla presidenza del Consiglio, sceglie la giornata più simbolica del calendario russo per fissare la posizione politica del governo italiano sul conflitto in Ucraina. Il riferimento del sottosegretario Fazzolari trovo riscontro nella parata della vittoria sul nazifascismo che si è svolta sulla Piazza Rossa in tono assai dimesso rispetto al passato. Erano solo cinque i leader stranieri presenti sulla Piazza rossa in quella che, da due decenni, è la festa principale dell’agenda politica di Vladimir Putin. E per la prima volta, da 19 anni, non hanno partecipato veicoli militari per ragioni di sicurezza. Un gruppo di aerei caccia ha sorvolato il centro della capitale. L’unica novità è che per la prima volta sono sfilate truppe della Corea del Nord, un onore tributato a Pyongyang per aver aiutato la Russia a liberare la regione di Kursk dagli ucraini.
Nel suo breve discorso, durato appena 9 minuti, il capo del Cremlino ha lodato l’eroismo del popolo russo-sovietico ed il suo carattere che ha permesso la vittoria: «Credo fermamente che la nostra causa sia giusta», ha dichiarato. «La vittoria è stata nostra e lo sarà per sempre», ha assicurato. Putin ha poi sostenuto che la Russia sta fronteggiando in Ucraina un nemico che è appoggiato e «sostenuto dall’intero blocco della Nato».
È il quinto anno consecutivo che la Federazione Russa celebra la Parata della Vittoria della Seconda guerra mondiale senza essere però riuscita a vincere la guerra contro l’Ucraina”, osserva Fazzolari uno dei più tenaci, nel partito della premier, nel sostegno alla Ucraina fin dai primi giorni di guerra. Poi aggiunge: “Un conflitto che per la Russia sta durando più della partecipazione sovietica all’ultima guerra mondiale e segna una sconfitta storica e strategica irreversibile per il regime putiniano”Mentre le opposizioni continuano a cercare possibili crepe nella coalizione, nella maggioranza il dossier ucraino resta uno dei terreni di maggiore compattezza. Fratelli d’Italia insiste sulla linea atlantista e sulla continuità del sostegno a Kiev, mentre il dibattito pubblico italiano torna periodicamente a oscillare tra richieste di negoziato e accuse reciproche di ambiguità verso Mosca. È in questo quadro che il sottosegretario introduce il tema della propaganda russa in Occidente.
Qualche settimana fa sempre Fazzolari aveva sostenuto come la Russia stia vincendo solo la Guerra della propaganda. Anche perché molti osservatori sono concordi nel ritenere come le conquiste russe siano state limitate a poco più del 2% del territorio ucraino. Ed anzi nelle ultime settimane la controffensiva ucraina avrebbe ottenuto importanti vittorie sul campo
“Le uniche vittorie che Putin riesce ancora a ottenere sono quelle della sua macchina propagandistica, che purtroppo trova terreno fertile anche in Occidente e in Italia”, dice Fazzolari. Un riferimento che porta direttamente alla Biennale di Venezia. “La raffazzonata apertura del padiglione russo, decisa contro il parere del Governo, è purtroppo uno degli esempi più evidenti della gratuita visibilità concessa al regime putiniano”, afferma il sottosegretario.

