Il nuovo direttore della FEMA nominato da Trump non è a conoscenza che negli USA vi è una stagione degli uragani
In un'assemblea pubblica il 15 maggio, il nuovo capo della FEMA, David Richardson, ha annunciato che un piano di emergenza aggiornato — con esercitazioni pratiche incluse — sarebbe stato pronto per la revisione entro il 23 maggio. Ma dietro l'apparente efficienza si nasconde un quadro molto più complesso, segnato da confusione, scontri politici e un futuro incerto per l'intera agenzia.
La Federal Emergency Management Agency (FEMA), Ente federale per la gestione delle emergenze, è un'agenzia del governo degli Stati Uniti d'America, alle dipendenze del Dipartimento della Sicurezza Interna, che si occupa della protezione civile e, pertanto, tra i suoi compiti vi è quello di affrontare le calamità naturali.
Fonti interne all'agenzia hanno riferito che l'aggiornamento del piano è stato ostacolato da continui tira e molla e dalla mancanza di un indirizzo strategico. Il personale della FEMA, già messo sotto pressione a causa dei drastici tagli degli ultimi mesi (vittima del DOGE come altre agenzie federali), lamenta un clima di crescente confusione. Nelle conversazioni con lo staff, Richardson ha fatto leva sulla sua esperienza come ex ufficiale di artiglieria dei Marines e come assistente segretario per la lotta alle armi di distruzione di massa presso il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS), carica che, a suo dire, continuerà a ricoprire parallelamente alla guida della FEMA. Una doppia veste che alimenta ulteriori dubbi sulle sue capacità. Infatti, queste sue "esperienze" come possono essere utili ad affrontare le conseguenze di calamità naturali come alluvioni, terremoti, frane... uragani!
Richardson è alla guida della FEMA dopo l'improvviso licenziamento del suo predecessore, Cameron Hamilton. Ufficialmente, Hamilton era entrato in rotta di collisione con Donald Trump in relazione al futuro dell'agenzia. Ma secondo quanto riferito a Reuters da fonti vicine all'amministrazione, il licenziamento era già nell'aria: gli alleati dell'ex presidente erano insofferenti rispetto alla lentezza con cui Hamilton stava portando avanti la ristrutturazione interna.
Trump ha più volte dichiarato che la FEMA dovrebbe essere drasticamente ridimensionata o addirittura smantellata, sostenendo che i singoli Stati potrebbero assumerne le funzioni. Questo fa parte di un più ampio progetto di ridimensionamento del governo federale che ha già avuto effetti tangibili: dall'inizio della sua amministrazione a gennaio, circa un terzo del personale a tempo pieno della FEMA — circa 2.000 persone — è stato licenziato o ha lasciato volontariamente l'agenzia.
Nonostante tutto, a maggio è arrivato un inaspettato via libera: la governatrice Kristi Noem, che aveva precedentemente dichiarato di voler eliminare la FEMA, ha approvato la richiesta di Richardson di mantenere in servizio oltre 2.600 dipendenti con contratti a breve termine, addetti ad interventi di emergenza in caso di calamità. Questi dipendenti rappresentano circa il 40% del personale dell'agenzia e ne costituiscono la spina dorsale operativa durante le emergenze. Il loro rinnovo contrattuale, però, resta un segnale ambiguo: una necessità pragmatica più che un cambio di rotta politico.
Nel frattempo, la FEMA ha tagliato drasticamente i programmi di formazione e i workshop dedicati agli uragani destinati ai funzionari statali e locali. Il motivo? Le nuove restrizioni imposte dal governo su viaggi e comunicazioni del personale. Una decisione che appare paradossale alla vigilia della stagione degli uragani, e che solleva interrogativi sulla reale capacità dell'agenzia di poter poi rispondere efficacemente alle emergenze.
Con una leadership fragile, personale decimato e pressioni politiche crescenti, la FEMA si trova in una fase di stallo pericolosa. Richardson promette un piano entro fine maggio, ma senza risorse stabili e una strategia chiara, la sua efficacia resta tutta da dimostrare. La macchina dell'emergenza americana potrebbe essere a rischio proprio nel momento in cui la sua presenza è più che mai indispensabile: l'inizio della stagione degli uragani.
Ma non c'è da meravigliarsene, perché David Richardson ha dichiarato di non essere a conoscenza del fatto che negli Stati Uniti vi fosse una stagione degli uragani, secondo quattro fonti che lo hanno riferito a Reuters. L'affermazione è stata fatta dal direttore della FEMA durante un briefing. L'unica incertezza, riportano i testimoni, è che i presenti non hanno capito se tale affermazione fosse da considerarsi o meno una battuta. Ma il fatto che si siano posti la domanda, fa ritenere che non debba essere classificata come uno scherzo.
Fonte: Agenzia di stampa Reuters