Gaza, raid israeliani responsabili dell'ennesima carneficina nella Striscia, mentre Trump promette nuove armi allo Stato ebraico
Almeno 32 persone sono state uccise in una serie di raid aerei israeliani su tutta la Striscia di Gaza nella giornata di sabato, secondo le autorità locali. Tra le vittime ci sarebbero donne e bambini. La protezione civile riferisce che uno degli attacchi ha colpito una tenda che ospitava sfollati a Khan Younis, nel sud della Striscia.
Per la popolazione palestinese si tratta degli attacchi più violenti dall'entrata in vigore della supposta seconda fase del supposto cessate il fuoco, mediato dal pazzo criminale che occupa la Casa Bianca, Donald Trump. L'esercito israeliano ha confermato i bombardamenti, definendoli una risposta a una presunta violazione dell'accordo da parte di Hamas avvenuta venerdì.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato di aver colpito “otto terroristi” usciti da infrastrutture sotterranee a Rafah est, area in cui Israele mantiene una presenza militare in base agli accordi di ottobre. Secondo l'IDF, insieme ai servizi di sicurezza israeliani, sarebbero stati colpiti comandanti di Hamas, depositi di armi, siti di produzione e postazioni di lancio nel centro della Striscia.
Hamas ha condannato duramente gli attacchi, chiedendo un intervento immediato degli Stati Uniti e parlando apertamente di “genocidio” contro Gaza. A Khan Younis, sette vittime apparterrebbero alla stessa famiglia di sfollati. Altre persone sono morte in attacchi contro abitazioni, rifugi, tende e una stazione di polizia.
All'ospedale Shifa di Gaza City, i medici hanno confermato che un bombardamento su un appartamento residenziale ha ucciso tre bambini e due donne. Le immagini diffuse mostrano edifici distrutti e corpi estratti dalle macerie. “Abbiamo trovato le mie tre nipotine in strada. Parlano di tregua, ma cosa hanno fatto quei bambini?”, ha dichiarato un parente delle vittime.
Gli attacchi arrivano alla vigilia della riapertura del valico di Rafah con l'Egitto, prevista per domenica, dopo il recupero del corpo dell'ultimo ostaggio israeliano. L'Egitto e il Qatar, mediatori nei negoziati, hanno condannato le violazioni del cessate il fuoco e chiesto massima moderazione.
Oltre all'escalation e all'ennesima violazione della tregua da parte dello Stato ebraico, il Pentagono ha annunciato che il Dipartimento di Stato USA ha approvato la vendita di materiale bellico a Israele per oltre 6,5 miliardi di dollari.
Una fornitura riguarda la vendita di veicoli tattici leggeri e attrezzature correlate per un valore stimato di 1,98 miliardi di dollari. Una seconda prevede la fornitura di elicotteri d'attacco Apache AH-64E per 3,8 miliardi di dollari. Una terza, di cui non si hanno informazioni, ammonta a 740 milioni di dollari.
I principali contraenti sono AM General per i veicoli, mentre Boeing e Lockheed Martin saranno coinvolte nella vendita degli elicotteri Apache.
Mentre Gaza conta i morti e il cessate il fuoco appare sempre più fragile, le nuove forniture militari rafforzano l'asse strategico tra Washington e Tel Aviv, alimentando nuove tensioni diplomatiche e politiche in una regione già devastata dalla guerra.
E c'è chi, in Italia, vuole candidare Donald Trump al Nobel per la pace!