Un focolaio di meningite preoccupa il Sud-Est dell’Inghilterra, in particolare l’area di Canterbury e del Kent orientale, dove in pochi giorni sono stati registrati 15 casi di malattia meningococcica invasiva, due dei quali mortali. Le autorità sanitarie parlano di una situazione in rapida evoluzione, con numerosi giovani coinvolti.
Secondo quanto comunicato dalla UK Health Security Agency (UKHSA), il primo caso è stato individuato il 13 marzo 2026, mentre il bilancio aggiornato alle 17:00 del 16 marzo conta già 15 persone ricoverate. Quattro casi sono stati confermati in laboratorio come infezioni da meningococco di tipo B, mentre gli altri undici sono ancora sotto indagine.
Tra le vittime ci sono due giovani donne: una studentessa diciottenne di Faversham e una ventunenne iscritta all’University of Kent. Il dato, riportato anche dalla BBC, ha alimentato forte preoccupazione nella comunità accademica e tra i residenti.
Le indagini epidemiologiche hanno individuato un possibile punto di contagio nel Club Chemistry, locale notturno di Canterbury frequentato da molti dei giovani colpiti tra il 5 e il 7 marzo. L’UKHSA ha invitato chiunque sia stato nel club in quelle date a contattare i servizi sanitari per ricevere antibiotici a scopo preventivo.
Il team di protezione sanitaria sta collaborando con il locale e con l’Università del Kent per contenere la diffusione del batterio. Sono state inviate comunicazioni a circa 16.000 tra studenti e personale universitario, con la possibilità di accedere a trattamenti antibiotici per i contatti a rischio.
“Comprendiamo l’impatto che questa notizia avrà sulla comunità universitaria e più in generale”, ha dichiarato Trish Mannes, vicedirettrice regionale dell’UKHSA per il Sud-Est. L’invito resta quello di non sottovalutare i sintomi: febbre alta, rigidità del collo, sensibilità alla luce e confusione mentale devono spingere a chiedere immediatamente assistenza medica tramite il medico di base o il servizio sanitario nazionale.
La gravità della situazione è stata confermata anche dal ministro della Salute Wes Streeting, che ha riferito alla House of Commons definendo il focolaio “senza precedenti” e in continua evoluzione.
La ricostruzione ufficiale evidenzia una rapida escalation. Dopo il primo caso del 13 marzo, le autorità hanno immediatamente avviato il tracciamento dei contatti e la somministrazione di antibiotici. Il giorno successivo, un secondo caso è stato segnalato in Francia, riguardante una persona legata all’Università del Kent, senza apparenti collegamenti iniziali.
La situazione è precipitata nella serata di sabato, quando diversi giovani adulti sono stati ricoverati con sintomi compatibili con la meningite meningococcica. Le operazioni di tracciamento sono proseguite senza sosta fino a domenica mattina, con la distribuzione preventiva di antibiotici: finora ne sono state somministrate circa 700 dosi.
Domenica alle 10:00 è stato attivato un piano di emergenza su larga scala, seguito nel pomeriggio dalla distribuzione di farmaci nelle residenze universitarie coinvolte e, alle 18:00, dall’emissione di un’allerta sanitaria pubblica.
Oltre agli studenti universitari, sono stati identificati anche due casi tra studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori; uno di loro è la seconda vittima confermata.
Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione e non escludono ulteriori sviluppi nelle prossime ore, mentre cresce l’attenzione su un focolaio che, per rapidità di diffusione e impatto sui giovani, rappresenta un evento particolarmente critico.


