La corsa alla Miglior Fotografia agli Oscar 2026 arriva alla sua fase conclusiva con un quadro ormai definito nelle gerarchie, ma non privo di tensioni sotterranee. In cima a tutto c’è Sinners, che si impone come favorito assoluto grazie a un percorso stagionale difficilmente eguagliabile: il film ha dominato il circuito critico più autorevole — dal NYFCC al NBR, passando per NSFC e numerosi premi regionali — costruendo un consenso che va oltre la semplice somma delle vittorie. La fotografia di Autumn Durald Arkapaw è diventata, stagione dopo stagione, il punto di riferimento estetico dell’anno, coniugando ambizione simbolica, rigore formale e forte riconoscibilità autoriale.

Alle sue spalle si muove un gruppo di contendenti credibili, ciascuno con una narrativa distinta. One Battle After Another rappresenta l’alternativa industriale più solida, sostenuta da Warner Bros. e da un crescente apprezzamento critico che lo ha trasformato in un inseguitore legittimo. Train Dreams è invece la grande ascesa tardiva della stagione: un film partito in sordina ma progressivamente rafforzato da premi chiave e da una strategia Netflix capace di capitalizzare il racconto della “riscoperta”.

Più classico e istituzionale, Frankenstein di Dan Laustsen offre il volto più tradizionale della categoria, forte di una fotografia gotica e di una presenza significativa ai premi di settore. Il potenziale colpo di scena si gioca però sul terreno delle esclusioni eccellenti. Il due volte candidato all'Oscar, Lukas Zal per Hamnet, pur privo di vittorie e assente dall’ASC, continua a emergere come possibile scelta poetica del branch, non tanto come alternativa a un profilo debole, quanto come gesto capace di mettere in discussione una candidatura considerata quasi scontata.

In questo senso, Marty Supreme rappresenta il caso emblematico: un film fotografato da uno dei direttori della fotografia più rispettati e apprezzati dell’industria come Darius Khondji, figura di enorme autorevolezza sia per il ramo che per l’Academy, la cui presenza in cinquina è data da molti per automatica.