La corsa alla Miglior Sceneggiatura Originale agli Oscar 2026 arriva al suo rettilineo finale con una gerarchia ormai chiara, ma non priva di tensioni sotterranee. In cima alla classifica si conferma Sinners di Ryan Coogler, il titolo che più di ogni altro ha saputo trasformare il consenso critico in leadership strutturale. Le numerose vittorie, la continuità nei riconoscimenti e una campagna Warner Bros. perfettamente calibrata hanno consolidato il film come frontrunner naturale: una sceneggiatura che unisce ambizione tematica, solidità narrativa e rilevanza culturale, qualità che il ramo tende a premiare quando convergono in modo così evidente.
Alle spalle del favorito si muove un blocco internazionale di altissimo profilo che rende la categoria una delle più interessanti dell’intero tabellone Oscar. It Was Just an Accident di Jafar Panahi e Sentimental Value di Joachim Trier ed Eskil Vogt rappresentano due forme diverse di prestigio: la prima fondata su una forza morale e politica difficilmente ignorabile, la seconda su una precisione emotiva e psicologica che ha conquistato in modo trasversale la critica. Pur escluse dal perimetro WGA, entrambe le opere hanno costruito un momentum reale grazie a premi chiave e a una strategia NEON orientata alla legittimazione culturale più che alla pura visibilità industriale.
Più defilati, ma ancora pienamente in gioco, Marty Supreme e The Secret Agent completano il quadro. Il film dei Safdie incarna l’indie americano di successo, forte di numeri solidi e di un linguaggio ormai familiare al ramo. Il vero potenziale colpo di scena, però, è legato al film di Kleber Mendonça Filho (anche questo escluso dalla WGA): una candidatura che, se confermata, segnerebbe una scelta deliberatamente controcorrente, capace di escludere titoli statunitensi più “sicuri” come Jay Kelly o Blue Moon.
In un’annata così polarizzata tra consenso e coscienza, la categoria resta più aperta — e più rivelatrice — di quanto il favorito lasci intendere.


