Il turismo di alta gamma sta cambiando pelle e l’Italia, indicata dal 60% degli investitori come mercato più attrattivo in Europa, diventa il laboratorio di questo riposizionamento. Food & beverage e sostenibilità emergono come i due assi strategici su cui si gioca la competitività dell’hotellerie di lusso, in un contesto segnato da incertezze geopolitiche e nuove aspettative dei viaggiatori.
All’evento Luxury Hospitality Reloaded di Deloitte, manager e investitori hanno evidenziato come la domanda di ospitalità premium e i rendimenti superiori spingano verso investimenti mirati. Il food & beverage è ormai un driver centrale: oltre il 70% degli operatori prevede investimenti dedicati, sfruttando la forza identitaria della cucina italiana e partnership con chef e brand di riferimento.
Parallelamente, la sostenibilità non è più un valore aggiunto ma un requisito competitivo. Più del 21% delle CapEx nei progetti luxury è destinato a iniziative green, mentre le certificazioni ESG crescono del 22% in un anno e diventano un vero “passaporto di credibilità” per attrarre investitori e clientela internazionale. Interventi su energia, acqua e rifiuti possono aumentare il valore degli immobili fino al 10%.
Il nuovo viaggiatore luxury cerca esperienze personalizzate, autentiche e capaci di generare impatti positivi sul territorio. L’hotel diventa così un ecosistema che integra comunità, cultura e risorse locali. Un cambio di paradigma che conferma l’Italia come piattaforma ideale per il futuro del lusso sostenibile.


