Esteri

Trump fa sul serio con l’uscita dalla NATO o sono soltanto minacce?

Diversi governi europei hanno fatto più di un passo indietro nella questione iraniana, negando il proprio appoggio in forme più o meno decise. Persino Londra, l’alleato naturale e più saldo di Washington, ha detto no all’uso delle proprie basi di oltremare. Poi ha fatto parziale marcia indietro, ma Starmer è riuscito a prendersi qualche frecciata dal presidente americano, secondo cui “non si tratta di uno Winston Churchill”.

Madrid ha direttamente vietato l’accesso dei velivoli militari USA al proprio spazio aereo, rischiando una pesante crisi diplomatica. Anche Francia e Italia stanno evitando di collaborare con gli americani negli attacchi contro Teheran. E questo è soltanto l’inizio di una probabile riorganizzazione dell’Alleanza Atlantica su basi diverse da quelle che siamo abituati a considerare da molti decenni.

Secondo il giornale britannico Economist, i membri europei della NATO hanno quasi perso la speranza di tenere gli USA in qualità di alleati nel modo in cui lo sono sempre stati. Il grande fratello a stelle e strisce, che col suo ombrello nucleare e convenzionale forniva protezione e deterrenza al Vecchio Continente, andrà per i fatti suoi. Lo sta già facendo (insieme a Israele) col risultato di sconvolgere il Medio Oriente, ma agli europei faceva ancora comodo.

E invece Trump disprezza esplicitamente i membri NATO europei, li definisce inaffidabili, minaccia continuamente dazi e sanzioni, li mette di fronte al fatto compiuto e poi pretende di avere una mano. A inizio aprile ha parlato coi giornalisti del Telegraph e di Reuters e ha spiegato che considera in modo serio e forse inevitabile di ritirare gli USA dal Patto atlantico.

E ha aggiunto che per tale decisione non necessita dell’approvazione del Congresso, ma può fare tutto da solo con l’autorità presidenziale di cui dispone.

Le cose non stanno esattamente così, perché una legge del 2023 (promossa proprio dall’attuale segretario di Stato Marco Rubio) obbliga a tal proposito a sottostare a una consultazione e a una votazione dei senatori. Secondo gli esperti, però, un’uscita “di fatto” degli USA è sempre possibile e anzi probabile, ed equivale a ciò che auspica Trump.

Non è comunque escluso che le sue siano solamente minacce rivolte agli europei per costringerli a fare come dice lui, per esempio collaborando alla riapertura dello Stretto di Hormuz. D’altra parte non è nuovo a questo genere di ricatti: si pensi ai frequenti riferimenti all’imposizione di dazi contro questo o quel Paese riluttante a sottostare alle sue richieste.

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Autore francescoflachi
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