Sono giorni particolarmente complicati per le criptovalute ed in particolare il Bitcoin. La regina del settore ha vissuto un mese di novembre terribile precipitando a 40.000 dollari di distanza dal record fissato lo scorso mese di ottobre. Cos'è che sta provocando questa svendita E cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?

Il recente calo del Bitcoin non è frutto del caso. Dietro la debolezza della principale criptovaluta si muove un insieme di fattori macroeconomici e dinamiche interne al mercato che stanno comprimendo il sentiment degli investitori.

Pressioni dalla politica monetaria USA
Il primo elemento critico arriva dalla Federal Reserve. A dicembre la banca centrale americana tornerà a riunirsi e, con ogni probabilità, annuncerà un taglio dei tassi di 25 punti base. Una mossa che in teoria dovrebbe favorire gli asset rischiosi, ma il quadro generale è meno roseo.
La vera incognita riguarda infatti il percorso successivo: la Fed potrebbe adottare un approccio meno accomodante del previsto, lasciando in sospeso il ritmo dei futuri tagli. L'incertezza monetaria pesa sulle criptovalute, storicamente sensibili alle condizioni di liquidità e al costo del denaro.

Il ciclo post-halving che non decolla
Tradizionalmente, l'halving del Bitcoin — l'evento che dimezza la nuova offerta di monete — segna l'inizio di un nuovo ciclo rialzista. L'ultimo halving, avvenuto ad aprile 2024, avrebbe dovuto innescare una nuova fase di espansione del mercato.
Questa volta, però, il meccanismo si è inceppato. Il ciclo ha mostrato un avvio insolitamente tardivo, con la correzione partita addirittura 18 mesi dopo l'evento. Le elezioni presidenziali statunitensi hanno verosimilmente contribuito a questo ritardo, aggiungendo incertezza e spingendo parte degli investitori ad assumere un atteggiamento più cauto.

La frenata degli investitori istituzionali
Dopo un periodo di entusiasmo legato agli ETF su Bitcoin, la domanda istituzionale ha iniziato a rallentare. La fase iniziale, caratterizzata da flussi consistenti, ha lasciato spazio a un atteggiamento più prudente.
Alcuni investitori stanno liquidando parte delle loro posizioni, contribuendo a un incremento della pressione di vendita. La diminuzione degli afflussi verso i prodotti finanziari legati al Bitcoin è un segnale evidente che anche le “mani forti” stanno prendendo tempo.

 
Ad oggi, il mercato delle criptovalute si trova schiacciato tra una politica monetaria poco prevedibile, un ciclo post-halving anomalo e un raffreddamento dell'interesse istituzionale. Finché queste variabili non si stabilizzeranno, è difficile aspettarsi un recupero solido e duraturo.