Salute

Sanità pubblica, l'ultimatum delle Regioni: più risorse, salari adeguati e carriere vere per salvare il SSN

Rendere di nuovo attrattivo il Servizio sanitario nazionale, fermare la fuga di medici, infermieri e professionisti verso il privato e l'estero, far funzionare davvero i contratti. È questo l'obiettivo del Documento di proposte per il personale del comparto e della dirigenza del SSN, approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e consegnato al ministro della Salute Orazio Schillaci.

Il messaggio è diretto: senza un investimento strutturale sul lavoro sanitario, il sistema pubblico non regge. Le Regioni guardano già al prossimo ciclo contrattuale 2025-2027 e chiamano in causa il Governo, chiedendo un incremento stabile del Fondo sanitario nazionale vincolato ai rinnovi contrattuali e la rimozione dei limiti che oggi bloccano salari accessori, incentivi e politiche di valorizzazione.

Salari troppo bassi, il gap con Europa e privato
Il nodo principale è economico. Le Regioni chiedono l'armonizzazione delle retribuzioni all'interno delle aree contrattuali e il recupero del divario con il settore privato e con gli standard europei. Tradotto: stipendi più alti, meno vincoli di spesa, più salario accessorio e benefici fiscali comparabili tra pubblico e privato.
Un passaggio ritenuto decisivo per fermare le dimissioni, soprattutto nelle aree interne, montane e disagiate, dove oggi la tenuta dei servizi è sempre più fragile.

Carriere bloccate e formazione marginale
Altro punto critico: le carriere. Le Regioni chiedono percorsi chiari, finanziati e realmente applicabili nelle aziende sanitarie. La formazione deve diventare un diritto effettivo, non una concessione occasionale, e parte integrante della modernizzazione del sistema.
Per la dirigenza medica e sanitaria si chiede più flessibilità nella gestione degli incarichi e delle retribuzioni, con carriere differenziate ma di pari dignità.

Contratti complessi e spesso inapplicati
I contratti collettivi, oggi, sono troppo complicati e spesso restano sulla carta. Le Regioni chiedono semplificazione delle norme e strumenti concreti per garantirne l'applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale, rafforzando anche il ruolo delle relazioni sindacali.

Digitale, infermieri e condizioni di lavoro
La trasformazione digitale viene vista come un'opportunità solo se riduce davvero la burocrazia e non la aumenta. Serve governance partecipata e formazione vera.
Grave l'allarme sulla carenza infermieristica: senza un piano serio di attrattività e valorizzazione, la sostenibilità del SSN è a rischio nei prossimi anni.
Sul lavoro quotidiano il documento è netto: servono politiche di fidelizzazione, welfare contrattuale, conciliazione vita-lavoro, interventi su orari, straordinari, buoni pasto, sicurezza, stress lavoro-correlato e aggressioni al personale.

Libera professione, università e carriere ospedaliere
Le Regioni chiedono di rendere stabile oltre il 2026 la possibilità di attività libero-professionale in deroga per il personale del comparto, oggi prevista solo in via temporanea, semplificando le procedure.
Chiedono anche regole nazionali più chiare sull'affidamento delle strutture apicali a personale universitario, per evitare che le carriere ospedaliere vengano sistematicamente penalizzate.

Ricerca, Arpa e casa: temi ignorati
Nel documento entrano anche la valorizzazione del personale della ricerca sanitaria e delle Arpa, per contrastare la fuga di competenze, e il tema delle politiche abitative per i neoassunti fuori sede, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.

Tavolo permanente con Governo e sindacati
La proposta finale è politica: istituire un confronto permanente tra Regioni, sindacati, Governo e Parlamento, con tavoli tematici nazionali e regionali per monitorare l'attuazione delle misure e costruire riforme condivise.

Il segnale è chiaro: senza salari adeguati, carriere credibili e condizioni di lavoro sostenibili, il Servizio sanitario nazionale continuerà a perdere persone. E senza persone, il SSN semplicemente non funziona.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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