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Congresso ADA 2026, scienziati allontanati dalla polizia: il caso che scuote la ricerca americana.

Quello che avrebbe dovuto essere uno dei momenti più importanti dell'anno per la comunità scientifica internazionale impegnata nella lotta al diabete si è trasformato in un caso politico e accademico destinato a far discutere a lungo. Durante le Scientific Sessions 2026 dell'American Diabetes Association (ADA), in corso a New Orleans dal 5 all'8 giugno, cinque autorevoli ricercatori sono stati allontanati dal centro congressi e scortati fuori dalla polizia dopo aver distribuito copie di un editoriale critico nei confronti dell'amministrazione del presidente Donald Trump.

L'episodio, confermato anche dai giornalisti presenti sul posto, ha immediatamente acceso il dibattito sulla libertà di espressione all'interno delle istituzioni scientifiche e sul crescente clima di tensione che attraversa il mondo della ricerca biomedica statunitense.

La protesta contro la politica scientifica di Trump
I fatti risalgono alla giornata inaugurale del congresso. I cinque studiosi stavano distribuendo copie cartacee di un editoriale pubblicato sulla prestigiosa rivista Diabetes Care, nel quale si denunciavano quelli che gli autori definiscono i tentativi dell'amministrazione Trump di "distruggere e smantellare la ricerca biomedica negli Stati Uniti".

La distribuzione è avvenuta all'esterno della Hall F dell'Ernest N. Morial Convention Center, uno dei principali spazi che ospitano le sessioni scientifiche dell'evento. L'iniziativa era stata organizzata come forma di protesta simbolica nei confronti della presenza della leadership del National Institutes of Health (NIH), l'ente federale che rappresenta il cuore della ricerca biomedica americana.

In particolare, il malcontento della comunità scientifica era rivolto alla prevista partecipazione di Jay Bhattacharya, attuale direttore del NIH e figura molto vicina alla linea politica della Casa Bianca. Bhattacharya avrebbe dovuto tenere il discorso di benvenuto al congresso, ma ha cancellato la propria presenza all'ultimo momento citando una sovrapposizione di impegni.

Al suo posto è intervenuto Richard Woychik, anch'egli esponente di primo piano del NIH, che ha illustrato la strategia sanitaria dell'amministrazione Trump riassunta nello slogan "MAHA", acronimo di "Make America Healthy Again". Un intervento accolto con evidente freddezza da molti dei ricercatori presenti.

Chi sono gli scienziati coinvolti
Tra i protagonisti della protesta figura Steven Kahn, professore di Medicina presso l'Università di Washington e direttore editoriale di Diabetes Care, nonché coautore dell'editoriale distribuito durante la manifestazione.

Con lui sono stati allontanati:

  • Desmond Schatz, dell'Università della Florida ed ex presidente dell'American Diabetes Association;
  • Aaron Kelly, codirettore del Centro per l'Obesità Pediatrica dell'Università del Minnesota;
  • Justin Ryder, ricercatore della Northwestern University;
  • Irl Hirsch, anch'egli docente presso l'Università di Washington.

Si tratta di figure di primissimo piano nel panorama internazionale della diabetologia e della ricerca metabolica, elemento che ha contribuito a rendere l'episodio ancora più clamoroso.

L'intervento della polizia e il ritiro dei badge
Secondo le testimonianze raccolte nelle ore successive, gli studiosi sarebbero stati inizialmente invitati a interrompere la distribuzione del materiale. Al loro rifiuto di cessare l'attività, sarebbe intervenuto il personale di sicurezza, seguito dagli agenti di polizia presenti all'evento.

I ricercatori sono stati accompagnati all'esterno della struttura e successivamente privati dei badge congressuali, impedendo loro di partecipare ai lavori dei giorni successivi.

Le conseguenze sono state particolarmente significative per Steven Kahn. Oltre all'esclusione dal congresso, il professore è stato rimosso da tutti gli incarichi previsti nel programma scientifico, inclusa la moderazione di alcune sessioni e la partecipazione come relatore.

Particolarmente duro il commento rilasciato dal professor Aaron Kelly al portale specializzato MedPage Today.

"Ci hanno afferrato fisicamente e forzati ad uscire dal Centro Congressi e ora ci stanno dicendo che non possiamo più partecipare all'evento", ha dichiarato.

Kelly ha poi aggiunto parole destinate ad alimentare ulteriormente la polemica: "Hanno preso i nostri badge. Siamo arrivati davvero a questo punto in America. La censura è una realtà. Ora dobbiamo mobilitarci. Scienziati, protestiamo. Dottori, agiamo".

La posizione ufficiale dell'American Diabetes Association
Di fronte alle crescenti critiche, l'ADA ha diffuso il giorno successivo una comunicazione ufficiale firmata dal proprio amministratore delegato Charles Henderson e inviata a tutti i partecipanti attraverso la newsletter del congresso.

L'organizzazione respinge con decisione l'accusa di censura politica e sostiene che l'intervento delle forze dell'ordine sia stato determinato esclusivamente dalla violazione delle regole congressuali.

Secondo quanto spiegato dall'associazione, ogni documento distribuito all'interno del perimetro dell'evento deve ricevere una preventiva autorizzazione formale. In questo caso, tale autorizzazione non sarebbe stata richiesta né concessa.

Nella nota si legge che ai ricercatori era stato chiesto di interrompere la distribuzione del materiale e che alcuni di loro avrebbero continuato nonostante il richiamo ricevuto. Da qui la decisione di procedere all'allontanamento.

L'ADA sottolinea inoltre che la presenza della polizia era prevista dal normale piano di sicurezza dell'evento e che l'intervento rientrerebbe in una procedura standard.

L'associazione insiste soprattutto su un punto: le misure adottate non sarebbero state motivate dal contenuto politico dell'editoriale, ma esclusivamente dalla violazione delle procedure organizzative.

Il paradosso dell'editoriale "non autorizzato"
È proprio su questo aspetto che si concentra gran parte delle critiche rivolte all'ADA.

L'editoriale distribuito dai ricercatori, infatti, non proveniva da una pubblicazione esterna o da un'organizzazione politica. Era stato pubblicato su Diabetes Care, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali dedicate al diabete e, soprattutto, una rivista ufficialmente pubblicata dalla stessa American Diabetes Association.

Un dettaglio che rende difficile ignorare la contraddizione: il materiale definito di fatto "non autorizzato" proveniva proprio da una testata scientifica controllata dall'organizzazione che ha disposto l'allontanamento dei ricercatori.

Lo stesso editoriale conteneva una nota introduttiva inserita dall'ADA nella quale si specificava che le opinioni espresse appartenevano esclusivamente agli autori e non rappresentavano la posizione ufficiale dell'associazione.

Una precisazione abituale nel mondo accademico, ma che oggi assume un significato particolare alla luce degli eventi di New Orleans.

Un segnale delle tensioni che attraversano la scienza americana
Al di là delle responsabilità procedurali e delle regole congressuali, l'episodio rappresenta probabilmente il simbolo di una frattura più profonda.

Da mesi una parte significativa della comunità scientifica statunitense denuncia tagli ai finanziamenti, riorganizzazioni delle agenzie federali e un ridimensionamento del ruolo della ricerca pubblica nell'agenda politica della Casa Bianca.

Dall'altra parte, l'amministrazione Trump sostiene di voler rendere più efficiente il sistema di finanziamento, eliminando sprechi e orientando maggiormente la ricerca verso obiettivi concreti di salute pubblica.

In questo contesto, le Scientific Sessions 2026 dell'ADA sono diventate il palcoscenico di uno scontro che va ben oltre il diabete e la medicina metabolica. È il confronto, sempre più acceso, tra due visioni opposte del ruolo della scienza nella società americana.

Nella comunicazione finale diffusa ai partecipanti, l'American Diabetes Association ha invitato tutti a riflettere sull'accaduto e a lavorare insieme per affrontare le sfide che attendono la ricerca sul diabete.

Ma dopo le immagini di cinque autorevoli scienziati accompagnati fuori da un congresso scientifico dalla polizia, appare evidente che il dibattito sulla libertà accademica e sull'autonomia della ricerca negli Stati Uniti è destinato a proseguire ben oltre la conclusione dell'evento di New Orleans.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Esteri
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