Anche Tajani ha dichiarato legittimo l'attacco di Trump al Venezuela e il sequestro di Maduro
L'intervento degli Stati Uniti in Venezuela è stato legittimo, vista la minaccia che Washington intravedeva nel narcotraffico: questo è quanto ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista all'emittente Rtl:
"È legittimo l'intervento Usa vista la minaccia che loro intravedevano e questo emergerà nel processo a Nicolas Maduro. È ovvio che il narcotraffico è uno strumento non solo di interesse economico ma anche per attaccare altri Paesi. ... Per tutelare la propria sicurezza l'intervento diventa legittimo. Ora, certo, bisogna lavorare per una transizione democratica".
La prima considerazione che è possibile fare riguardo ad una tale dichiarazione è come sia possibile che uno che ricopra un incarico istituzionale possa essere così sprovveduto! In primo luogo, che Maduro sia a capo di uno o più cartelli del narcotraffico venezuelano è stato smentito dalla stessa intelligence degli Stati Uniti. In secondo luogo, anche se ciò fosse vero, per fare quello che gli Stati Uniti hanno fatto avrebbero prima dovuto ottenere un mandato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu.
Ma Tajani, in totale disprezzo della sua dignità personale (ammesso che sappia che cosa sia) e delle regole istituzionali che dovrebbe essere il primo a dover richiamare, ha detto quel che ha detto anche sulle orme di ciò che in precedenza aveva detto Giorgia Meloni, etichettabile a tutti gli effetti come serva sciocca di Trump.
A Meloni, qualcuno dei suoi "consigliori" ha fatto notare che il placet assegnato a Trump non era stato seguito dagli altri Paesi dell'Ue e così, oggi, ha dovuto inventarsi la conversazione telefonica con Maria Corina Machado "sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela", per cercar di riparare al frettoloso inciampo di 24 ore prima:
"Nel corso della telefonata è stato condiviso come l'uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto".
Telefonata e nota sono l'ennesima dimostrazione del ruolo di Meloni nella politica internazionale... quello di una che viene venduta come statista un tanto al chilo dalla sgangherata truppa della propaganda fascista, mentre è una politica da due soldi che si dà arie da statista senza avere neppure idea di ciò di cui si dovrebbe occupare.
Infatti, come dimostrano le precedenti dichiarazioni di Trump e quella odierna di Rodriguez, dei diritti del popolo venezuelano a TRump non importa un fico secco... a lui interessa solo il petrolio e un regime tutt'altro che democratico per poterlo sfruttare a proprio vantaggio.
Per concludere, l'entusiasmo mostrato da Meloni e Tajani per l'ennesimo crimine prodotto da Trump fa a pugni anche con la logica. Perché la "statista della Garbatella" condanna Putin per aver attaccato l'Ucraina e non condanna gli Stati Uniti per aver attaccato il Venezuela? E se la Cina dovesse invadere Taiwan... come farebbe Meloni - dal punto di vista logico - ad indignarsi?
Infine, visto che il narcotraffico - secondo Meloni e Tajani - dovrebbe essere considerato un motivo valido per far guerra ad un'altra nazione, perché non bombardiamo la Colombia, visti i rapporti della 'ndrangheta con i narcotrafficanti colombiani e visto che la 'ndrangheta sta oggettivamente mettendo a rischio la stabilità dello Stato vista la sua pervasività all'interno delle nostre istituzioni?