*_©Angelo Antonio Messina
Il 10 febbraio, giorno del Ricordo, rappresenta un momento significativo per riflettere su una delle pagine più dolorose della storia italiana: l'esodo giuliano-dalmata e i massacri delle foibe. In questa cornice, il podcast "La Gita", realizzato da Alessandro Casale e in uscita il 4 febbraio, si erge come un’opera di grande valore culturale e umano, capace di restituire voce e dignità a storie spesso dimenticate. Attraverso la testimonianza diretta di Alida, madre dell'autore, il racconto si snoda tra emozioni, ricordi e una memoria collettiva che va ripristinata.
Alida, la protagonista del podcast, è una figura di indubbio spessore emotivo. All’età di cinque anni, all’uscita della sua casa a Pola, le viene detto che sta partendo per una “gita”. Questo inganno, che cela un’uscita definitiva dalla sua terra natale, imprime nella sua voce un’innegabile fragilità, ma al contempo una potenza straordinaria. La narrazione attraverso gli occhi di una bambina catapultata in una realtà disumana e traumatica ci avvicina a un passato che, sebbene distante, risuona nel presente. La voce di Alida non è solo quella di una singola persona, ma diventa il simbolo di un’intera generazione costretta a vivere sotto il peso di una storia collettiva complessa.
Le memorie di Alida si intrecciano con i bombardamenti, la paura della repressione jugoslava e la vita nei campi profughi. La descrizione di un’infanzia spezzata, vissuta in condizioni di estrema vulnerabilità, emerge con un’intensità che tocca le corde più profonde dell’animo umano. Non si tratta solo di raccontare un’esperienza individuale, ma di dipingere un affresco della perdita, dello sradicamento e della resilienza. Il podcast riesce a evocare immagini potenti, come quelle delle coperte appese a un filo che separano gli spazi di vita, simboleggiando non solo le difficoltà materiali, ma anche un’umanità che cerca di ricomporsi nonostante tutto.
"La Gita" si articola in sei episodi, disponibili su Radio 24 e sulle principali piattaforme audio, consentendo un ascolto immersivo e coinvolgente. Questa scelta di suddivisione non solo facilita la fruizione, ma permette anche di approfondire vari aspetti della vicenda narrata. Ogni episodio diventa un tassello che contribuisce a costruire una narrativa complessa e stratificata, in cui la linearità temporale lascia spazio a flashback e riflessioni. La decisione di utilizzare la forma del podcast è particolarmente azzeccata: la voce di Alida, con il suo carico di storia e emozione, riesce a risuonare in modo intimo con l'ascoltatore, creando un legame che va al di là della semplice trasmissione di informazioni.
L’ascoltatore è accompagnato in un viaggio nelle memorie, nella sofferenza e nella lotta di chi ha perso tutto. La scrittura di Alessandro Casale si distingue per la sua musicalità e per il tono tenero e insieme deciso: ogni parola sembra essere calibrata per trasmettere una verità profonda, un messaggio di resilienza. È come se l’autore avesse voluto creare uno spazio protettivo in cui gli ascoltatori potessero entrare senza timore, pronti a confrontarsi con la realtà storica e personale di Alida.
Il podcast non è soltanto un racconto privato, ma si apre a una dimensione collettiva. Attraverso la storia di Alida, viene messa in luce l'importanza della memoria storica e della consapevolezza culturale. La narrazione di esperienze di questo tipo aiuta a costruire una coscienza critica, fondamentale per evitare che tali eventi possano ripetersi in futuro. Il tema dell’esilio, della perdita e della ricerca di identità è universale e reso ancora più attuale dalla crescente mobilità forzata in diverse parti del mondo. "La Gita" invita l’ascoltatore a riflettere sulla condizione del migrante, sull’importanza delle radici e su come il dolore possa trasformarsi in una forza motrice per la rinascita.
Inoltre, l'opera di Casale risponde a una necessità di dialogo intergenerazionale, ricostruendo una memoria spesso assente dai libri di storia ufficiali. Le storie di chi ha vissuto in prima persona questi drammi devono essere ascoltate e condivise, affinché le lezioni del passato non vengano dimenticate. L'intimità del racconto si trasforma così in un invito a non trascurare la nostra responsabilità nei confronti della storia e delle sue vittime.
"L’atto di ascoltare" diventa una pratica di resistenza: resistere all’oblio, resistere alla banalizzazione dei dolorosi eventi storici. "La Gita" di Alessandro Casale rappresenta un importante contributo a questa lotta per la memoria. La voce di Alida, carica di emozione e umanità, ci ricorda che dietro a ogni statistica c’è una storia, una vita, un sogno spezzato. Ascoltare queste storie significa non solo rendere onore a chi ha sofferto, ma anche diventare custodi di una memoria viva, capace di farci riflettere sul nostro presente e sul nostro futuro.
In un’epoca in cui il tempo sembra correre sempre più veloce, il podcast "La Gita" riesce a fermare per un momento il clamoroso rumore della società contemporanea, permettendoci di guardare in faccia la storia con rispetto e compassione. La narrazione intima e profonda di una madre e di un figlio diventa così un atto d'amore verso le vittime e un appello a tutti noi: ricordare per non dimenticare, ascoltare per comprendere e, soprattutto, agire per preservare la dignità della memoria collettiva.

Un podcast per ricordare attraverso la voce di una bambina di 5 anni:
La Gita.
Storia di un esodo
di Alessandro Casale (Foto)
in uscita mercoledì 4 febbraio sul sito e la app di Radio 24, su 24orepodcast.com e sulle principali piattaforme audio
*_©Angelo Antonio Messina
Link per l’ascolto: https://www.radio24.ilsole24ore.com/home/podcast-originali/la-gita

