La nuova riforma dispone che, se un sanitario segue linee guida o buone pratiche, può essere punito solo in caso di colpa grave. Nella valutazione dell’errore dovranno essere considerate anche realtà come mancanza di personale, pochi strumenti, casi complessi, emergenze e lavoro in équipe.

Sul piano civile si conferma l’obbligo di seguire linee guida o buone pratiche, ma ricordando che ogni caso è unico. Verrà considerato anche se la struttura aveva risorse sufficienti oppure no.
L’obiettivo sarebbe ridurre denunce inutili e medicina difensiva, dando più tutela ai professionisti. Però non è ancora operativo: servono decreti attuativi, tempi parlamentari e interpretazioni dei giudici.
In pratica, l’idea è buona, ma gli effetti reali si vedranno solo quando tutto sarà definito e applicato. Per ora non è una rivoluzione, è più un passo preparatorio.
Il Ministero della Salute ha bocciato l’emendamento che dovrebbe cambiare le regole sulla responsabilità professionale dei sanitari. Per il Ministero la normativa attuale, compresa quella recente sulla colpa grave, è già equilibrata e non serve intervenire ancora.


