Negli ultimi anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) hanno segnalato un aumento costante delle malattie infettive emergenti. Si tratta di patogeni che compaiono per la prima volta in una popolazione umana, o che si diffondono in modo più rapido o in aree geografiche nuove. Il fenomeno non è casuale: il cambiamento climatico, l’aumento dei viaggi internazionali, l’espansione urbana e il contatto sempre più stretto con animali selvatici stanno creando condizioni ideali per la nascita e la diffusione di nuovi agenti infettivi.


Le principali malattie emergenti nel mondo

Tra le malattie che oggi destano maggiore preoccupazione a livello globale, alcune sono già comparse in aree vicine all’Europa e potrebbero costituire un rischio reale nei prossimi anni:


Virus Nipah
Zoonosi trasmessa dai pipistrelli della frutta, causa gravi encefaliti con tassi di mortalità fino al 70%. Non esiste un vaccino. I focolai più recenti si sono verificati in India e nel Sud-est asiatico. Il rischio per l’Europa è attualmente basso, ma un singolo caso importato potrebbe avere conseguenze gravi se non individuato subito.
Febbre emorragica della Crimea-Congo (CCHF) – Virus trasmesso da zecche del genere Hyalomma. È già presente in alcune aree dei Balcani e della Spagna, quindi ai confini dell’Unione Europea. La malattia provoca febbri emorragiche ad alta mortalità e non esiste una cura specifica. L’espansione delle zecche a causa del clima più caldo aumenta il rischio di diffusione verso l’Italia meridionale.

Virus West Nile – Già endemico in alcune regioni italiane, soprattutto nel Nord. È trasmesso dalle zanzare Culex e può causare gravi encefaliti, in particolare negli anziani o nei soggetti immunodepressi. Negli ultimi anni l’Italia è tra i Paesi europei con più casi registrati, e gli esperti prevedono un ulteriore incremento.
Dengue, Zika e Chikungunya – Malattie trasmesse dalla zanzara Aedes albopictus (zanzara tigre), ormai stabilmente presente in molte regioni italiane. Casi autoctoni, cioè non importati dall’estero, si sono già verificati in Italia, Francia e Spagna. L’aumento delle temperature medie favorisce la sopravvivenza delle zanzare anche in inverno, ampliando il periodo di rischio.

Candida auris – Fungo patogeno resistente a molti farmaci, responsabile di infezioni ospedaliere gravi. È in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici e si diffonde facilmente negli ambienti sanitari. In Italia sono stati segnalati casi in più regioni, soprattutto in pazienti fragili o ricoverati in terapia intensiva.

Virus H5N1 (influenza aviaria) – Anche se trasmesso principalmente tra uccelli, negli ultimi anni sono comparsi casi di infezione umana. Il rischio di una mutazione che renda possibile la trasmissione diretta tra persone è considerato uno degli scenari più temuti dagli epidemiologi.

Febbre della Rift Valley e virus Toscana – Entrambi trasmessi da insetti vettori, sono stati segnalati nel bacino del Mediterraneo. Il virus Toscana, endemico in alcune zone d’Italia, può causare meningiti e meningoencefaliti.


I fattori che favoriscono la diffusione in Europa

L’Europa sta diventando un terreno favorevole per la diffusione di molte di queste malattie a causa di diversi fattori:

Cambiamento climatico: temperature più alte permettono la sopravvivenza di vettori tropicali come zanzare e zecche.

Globalizzazione: viaggi internazionali e commercio di animali favoriscono l’importazione di nuovi patogeni.

Urbanizzazione intensa: grandi città e densità abitativa elevata facilitano la trasmissione.
Riduzione della biodiversità: altera gli equilibri ecologici e favorisce il passaggio di virus dagli animali all’uomo.


Situazione in Italia

In Italia, i principali rischi oggi provengono dalle malattie trasmesse da vettori:

Zanzara tigre: presente quasi ovunque, può trasmettere Dengue, Zika e Chikungunya.

Zanzara comune: vettore del West Nile, con numerosi casi registrati ogni estate.

Zecche: diffuse anche in collina e pianura, possono veicolare la malattia di Lyme e, potenzialmente, la Crimea-Congo.

Il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno rafforzato i sistemi di sorveglianza entomologica e la rete dei laboratori di riferimento per l’identificazione rapida dei casi. Tuttavia, il controllo dei vettori resta complesso e richiede interventi coordinati a livello regionale e comunale.


Le sfide future

Le nuove malattie rappresentano una minaccia non solo sanitaria, ma anche economica e sociale. L’esperienza della pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto velocemente un virus possa diffondersi in un mondo interconnesso.
Le priorità per il futuro sono:

  • rafforzare la sorveglianza epidemiologica e i sistemi di allerta precoce;
  • investire nella ricerca su vaccini e antivirali per i virus ad alto rischio;
  • migliorare la formazione sanitaria e la comunicazione al pubblico;
  • integrare il principio “One Health”, che collega la salute umana, animale e ambientale.



L’Italia e l’Europa non possono considerarsi immuni dalle nuove malattie emergenti. I rischi aumentano con il cambiamento climatico e la mobilità globale. Tuttavia, con una sorveglianza attiva, una ricerca scientifica solida e la cooperazione internazionale, è possibile prevenire le epidemie prima che diventino emergenze. La conoscenza e la rapidità di risposta saranno le armi decisive per difendere la salute pubblica nei prossimi anni.