Esteri

Armamenti in ritardo e difficoltà della filiera: gli scarsi risultati del PURL

Dopo sette mesi dall’inaugurazione PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), l’iniziativa di acquisto di armi a favore dell’Ucraina da parte dei Paesi europi, è doveroso tirare un bilancio.

Sfortunatamente per Kiev i conti sono negativi, perché il PURL ha avuto un impatto molto minore del previsto. Infatti anche a causa della burocrazia non ha agevolato molto la filiera, avendo comunque un unico canale di acquisto e di distribuzione.

Il sistema di per sé è semplice: L’Ucraina comunica gli armamenti di cui ha bisogno, gli USA li fabbricano e gli europei (e i canadesi) li comprano e li cedono a Kiev. Tuttavia passa troppo tempo fra il momento dell’ordinativo e quello della consegna. E il tempo è un bene estremamente prezioso in guerra. Così gli arsenali si svuotano e non si sa quando e come verranno nuovamente riempiti.

In certi amibiti, ad esempio la difesa aerea, sono proprio i sistemi americani quelli che servono. Si pensi ai famosi Patriot, a cui si aggiungono i NASAMS, come detto dal segretario generale della NATO Mark Rutte. La problematica non coinvolge solo il “cliente finale”, cioè le Forze armate ucraine, ma anche e soprattutto il produttore.

Il Pentagono infatti ha di recente constatato l’inadempimento di grosse commesse da parte di due colossi come Northrop Grumman Corp. e Global Military Products. Le due corporation sono in ritardo di un anno e mezzo nella consegna di un carico di munizioni destinate agli ucraini e ora verranno multate. Ma il pagamento di una multa non serve a compensare i danni subiti e quelli non fatti mediante quel materiale bellico che tanto serviva.

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Autore francescoflachi
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