La stagione Oscar 2026 ha confermato A24 come uno degli studi indipendenti più audaci e strategici di Hollywood, con tre film in corsa per premi chiave. Marty Supreme di Josh Safdie, con 9 nominations, è stato al centro della campagna dello studio: presentato come un dark horse d’autore che ha unito introspezione psicologica e sperimentazione stilistica. 

The Smashing Machine, candidato per trucco e acconciatura realizzato dal 2 volte premio Oscar Kazu Hiro, ha seguito un approccio più di nicchia. A24 ha puntato sul realismo e sulla precisione tecnica, trasformando il make-up in strumento narrativo e comunicando ai votanti più esperti la serietà e l’attenzione del film.

Infine, If I Had Legs I d Kick You ha sfruttato la narrativa del riconoscimento tardivo: la candidatura di Rose Byrne (un Golden Globe e 3 dei BIG FOUR della critica americana) è diventata un arco di riscossa artistica, in cui lo studio ha valorizzato il talento consolidato trasformandolo in un contendente credibile da Oscar.

Nel complesso, A24 ha gestito i propri titoli con equilibrio, massimizzando le possibilità di vittoria senza disperdere energie o frammentare l’attenzione dei votanti. Ogni mossa della campagna ha rinforzato la reputazione dello studio come produttore di cinema indipendente di qualità, attento ai dettagli e capace di tradurre audacia autoriale in credibilità agli occhi dell’Academy. 

La categoria più promettente è il Miglior attore, con Timothée Chalamet per Marty Supreme, mentre le altre nominations consolidano la posizione autoriale e strategica dello studio nella stagione.