Economia

Prima dei dazi di Trump dovremo preoccuparci dei dazi che ci autoimponiamo

"Il presidente ribadisce poi la centralità del settore automotive, già colpito da decisioni interne europee come lo stop ai motori endotermici dal 2035. Serve proteggere la filiera della componentistica, che in Italia dà lavoro a oltre 70 mila persone, e agire per contenere i dazi americani che rischiano di minacciare ulteriormente il comparto.Sul nodo della competitività, la priorità indicata è la riduzione del costo dell’energia: pur con la recente discesa del prezzo del gas, il divario con gli altri paesi europei resta un problema serio. Tra le misure a breve termine Orsini cita il disaccoppiamento del prezzo dell’energia, l’uso dell’idroelettrico a costi competitivi e l’impiego degli impianti a fine incentivazione. Nel medio-lungo periodo, ribadisce la necessità di considerare il nucleare".

Per quanto riguarda l'Italia, prima dei dazi di Trump, il nostro Paese dovrebbe preoccuparsi dei dazi che si autoimpone. Il passaggio precedente è un virgolettato del Centro studi di Confindustria che fa riferimento a dichiarazioni del presidente dell'associazione, Emanuele Orsini.

Cosa c'è di sbagliato nel primo passaggio? Il non detto. Lo stop ai motori endotermici dal 2035 non è un autogol della Commissione, bensì un autogol del settore automotive. Invece di investire nell'elettrico, le aziende che fabbricano automobili hanno prodotto pochi modelli di gamma alta se non altissima per far vedere che stavano "facendo qualcosa" in quel settore... ma solo di facciata. Il motivo? Se avessero realmente investito avrebbero dovuto ridurre e di molto gli utili che distribuivano annualmente... per dirigenti e grandi azionisti si parla di "tesoretti" da milioni di euro. Quando poi in Europa sono iniziate ad arrivare le auto cinesi che costano quanto le auto con motore endotermico - se non meno - e sono in grado di viaggiare per 600 Km con una ricarica, allora è iniziato il pianto greco.

Quel che è peggio è che i politici hanno fatto da sponda a questo schifo... ma d'altra parte lo schifo è per i politici, in special modo quelli che oggi governano attualmente, una specie di status, come dimostra l'altro problema, quello legato all'energia.

Il mancato disaccoppiamento del prezzo dell'energia, come accennato anche da Confindustria, è l'ennesima tassa che Meloni applica agli italiani, perché in tal modo avvantaggia le società di distribuzione, in particolare Eni, consentendo così al governo di far cassa. Poi alla gente, insieme a Confindustria, lo stesso governo va a raccontar balle sul fatto che per abbassare i costi energetici sia necessario investire sul nucleare, trovando pure una sponda tra le opposizioni, in primis Azione di Calenda.

Perché investire nel nucleare è una stupidaggine?  Perché la fissione è una tecnologia vecchia. Perché quando le prime centrali in Italia entreranno a regime (tra l'altro nessuno ha il coraggio di dire di quale tipo e dove potranno essere costruite), le centrali a fusione inizieranno ad essere sempre meno un sogno da realizzarsi, rischiando di rendere la vecchia tecnologia obsoleta e inutile... non più sostenibile a livello di costi.

-Inoltre, anche volendo parlare di nucleare basato sulla fissione, in Italia continueremo a pagare l'energia l'ira di Dio per numerosi anni prima di avere delle centrali in grado di erogare energia. Esiste un'alternativa? L'eolico e il fotovoltaico.

La Spagna ha investito in quel tipo di energia e il costo per l'utenza è di tre quarti inferiore a quello dell'Italia. Ops! Non fatelo però sapere ai fanatici che inneggiano al (post) fascismo... potrebbero non riprendersi.

C'è un altro dato che inoppugnabilmente dimostri quanto sia stata intelligente la scelta spagnola? È sufficiente guardare il Pil del 2024... quello dell'Italia è dello 0,7%, quello della Spagna è stato del 3,2%. Serve aggiungere altro?

Sì. Assurdo lamentarsi dei dazi di Trump, quando non ci accorgiamo e non abbattiamo i dazi che ci autoimponiamo.

Autore Mario Falorni
Categoria Economia
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