Politica

"Gaza oltre il confine", domenica 18 maggio


La testimonianza di Cecilia Strada, deputata PD al Parlamento europeo (18 maggio): "Cartoline dal confine con Rafah, con la carovana solidale organizzata da Aoi, Arci e Assopace Palestina.
Al di là del valico chiuso si sente il rumore delle bombe: ogni tre, quattro minuti. In alcuni momenti, anche più frequenti.
Luisa dice "Hai visto i miei bambini?" Ha appoggiato le foto per terra davanti ai cancelli. "Erano venuti in Italia. La loro famiglia aveva anche partecipato a un concorso, una cosa pazzesca, avevano letto 800 libri". La sua voce è dolce quando aggiunge "Adesso sono sotto le macerie".
Il valico è chiuso, perché il governo israeliano non fa uscire nessuno e non fa entrare niente. Dal 2 marzo, Gaza è chiusa nell'assedio.
Siamo andate ai magazzini della Mezzaluna Rossa. Ci sono 80mila metri quadri di aiuti umanitari pronti per entrare - ma bloccati qui. Mentre nella Striscia si muore di fame e manca tutto. C'è anche una zona dove mettono i "materiali rifiutati", quelli che Israele non faceva entrare neanche prima. Generatori. Filtri per l'acqua. Stampelle e sedie a rotelle, tende per gli sfollati - tutto quello che contiene metallo.
La Mezzaluna Rossa egiziana lavora senza sosta per conservare gli aiuti, pronti a consegnare, se solo Israele li facesse passare.
Yousef è di Gaza, era in Italia il 7 ottobre e non è riuscito a rientrare. Tutta la famiglia è lì. "È la prima volta che non siamo insieme, sotto le bombe". Già, non è iniziata il 7 ottobre: le bombe israeliane sono la colonna sonora delle famiglie di Gaza da generazioni.
"Non è mai stata così critica la situazione", ci dice il personale delle Nazioni Unite. Cessate il fuoco immediato, ingresso illimitato degli aiuti umanitari, liberazione degli ostaggi: le priorità sono queste. Ma non c'è più tempo. È già troppo tardi per troppe persone.
Ovviamente non abbiamo avuto il permesso dalle autorità israeliane per entrare nella Striscia. Figuriamoci, altri testimoni? Politici, e con giornalisti occidentali al seguito? Hanno già il loro bel daffare ad ammazzare i giornalisti palestinesi.
Tutti ci hanno ringraziato per essere qui, io sprofondo nella vergogna perché le istituzioni europee non usano ogni strumento a disposizione per fermare questo genocidio in diretta".
 

Laura Boldrini deputata PD (18 maggio): Il valico di Rafah è sigillato: nessuno entra e nessuno esce. Non entra un chicco di grano né un litro d'acqua. Sentiamo il boato delle bombe che esplodono dentro la Striscia e sappiamo che significa altri morti, altra distruzione.
Siamo venuti qui per rompere il silenzio sul massacro del popolo palestinese pianificato da Netanyahu e dal suo governo.
I leader europei non possono restare in silenzio perché il silenzio è complicità. Devono prendere le distanze, condannare l’operato del governo israeliano e fare tutto il possibile per impedirgli di continuare questo sterminio. L'opinione pubblica chiede a gran voce di fermare Netanyahu e non può restare inascoltata.

E a proposito di complici... 

Oggi la premier Meloni, la più amata dagli italiani come le cucine di una vecchia pubblicità, oggi ha cercato di rifarsi un'immagine internazionale facendo credere, come terza carico dello Stato in rappresentanza del popolo italiano, di essere "culo e camicia" non solo con il neo Papa, ma pure con il suo presunto principale ultraterreno. Ecco che cosa ha avuto il coraggio di pubblicare sui social:

"Tu es Petrus. Oggi Papa Leone XIV inizia il suo Ministero petrino. C'è un legame indissolubile tra l'Italia e il Vicario di Cristo. Il popolo italiano guarderà a lui e alla Chiesa come guide e punti di riferimento, in questo complesso tornante della storia".

Poi per dimostrare il patto di ferro ha voluto esagerare, pubblicando la foto che la ritrae mentre stringe la mano ad un più che perplesso Papa Leone...

Ma se Meloni pretende di avere come riferimento la Chiesa come guida per la sua azione di governo, allora perché non ha condannato il genocidio in corso a Gaza da parte dello Stato ebraico di Israele e non ha mosso un dito per fermarlo? 

Nel Vangelo mica è scritto "me ne frego" come nei manuali di Colle Oppio dove lei si è formata politicamente!

Autore Ugo Longhi
Categoria Politica
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