Esteri

Il ritorno di Babiš al governo ceco: forse meno euroscettico di quanto sembra

In Repubblica Ceca alle elezioni parlamentari di inizio ottobre ha prevalso il partito ANO, quello dell’ex premier Andrej Babiš oggi tornato al vertice. Considerato euroscettico e vicino alle posizioni slovacche e ungheresi, forse non è così tremendo come lo dipingono.

A Bruxelles infatti vi è solo per il momento soltanto fastidio e una leggera preoccupazione, ma gli esperti concordano nel dire che Babiš punterà a collaborare più che a ostacolare, in nome degli interessi cechi. Alle elezioni era favorito, ma il suo partito non ha sfondato. La vittoria non è stata ampia, sebbene sufficiente a superare i rivali del primo ministro  che ha governato negli ultimi quattro anni.

Col 34,52% ANO prende 80 seggi su 200 e necessiterà dell’appoggio di altre formazioni allo scopo di creare una maggioranza stabile. A Babiš basta comunque per dire di aver trionfato, essendo tornato in carica a 71 anni dopo la sconfitta del 2021, che sembrava chiudere la sua carriera.

Con Viktor Orbán vi è comunanza di posizioni e di intenzioni a livello di Europarlamento e di lotta contro i progetti della Commissione. Su immigrazione e transizione verde la Repubblica Ceca sta con Ungheria e Slovacchia, ma non vi è un allineamento totale coi due Paesi euroscettici.

Sull’Ucraina invece le parole del nuovo premier ceco sono chiare: ancora no. Kiev non entrerà se prima non metterà fine al conflitto. E gli ucraini non sono comunque pronti a diventare membri dell’Unione Europea, spiega. E basta con gli aiuti umanitari e militari, perché Praga ha già speso troppo. Presto si vedrà quanto il nuovo governo Babiš possa essere davvero inflessibile su determinate idee o quanto invece sia disposto ai compromessi con Bruxelles.

(Altre Informazioni)
Autore francescoflachi
Categoria Esteri
ha ricevuto 407 voti
Commenta Inserisci Notizia