Esteri

Elon Musk contro la legge di spesa di Trump: "Un abominio disgustoso"

Il miliardario Elon Musk ha scatenato un vero e proprio terremoto politico martedì, definendo "un abominio disgustoso" il disegno di legge sulle tasse e sulla spesa promosso dal presidente Donald Trump. In un post al vetriolo sulla piattaforma X, Musk ha criticato duramente la Camera per aver approvato una misura che, secondo lui, aggraverà ulteriormente il già immenso deficit federale.

"Mi dispiace, ma non ce la faccio più. Questo enorme, scandaloso, inutile disegno di legge sulla spesa del Congresso è un abominio disgustoso", ha scritto Musk, aggiungendo: "Vergogna a chi ha votato a favore: sapete di aver sbagliato. Lo sapete".

Le sue parole hanno trovato eco tra diversi senatori repubblicani, dove adesso il provvedimento è al vaglio, già in fermento per i costi astronomici del piano. Secondo il Congressional Budget Office, la misura aggiungerebbe altri 3,8 trilioni di dollari al debito pubblico, già arrivato a quota 36,2 trilioni.

La Camera ha approvato la legge con un solo voto di scarto. Ora il Senato, anch'esso controllato dai repubblicani trumpiani, punta a far passare il cosiddetto "One Big Beautiful Bill Act" entro il 4 luglio, anche se sono previste modifiche. Ma l'opposizione all'interno del GOP è in fermento.

I cosiddetti "falchi del deficit", come i senatori Mike Lee e Ron Johnson, chiedono tagli più profondi alla spesa e minacciano di far naufragare il disegno di legge. Altri repubblicani, soprattutto quelli provenienti dagli Stati rurali, si oppongono a eventuali tagli al Medicaid e ai programmi sanitari per i più vulnerabili.

Il senatore Jerry Moran ha sottolineato che "c'è un gruppo di miei colleghi che sta spingendo per fare di più", lasciando intendere che il disegno di legge potrebbe dover essere riscritto o diluito per ottenere i voti necessari.

Il dissenso di Musk arriva in un momento delicato. Solo pochi giorni fa ha lasciato il suo ruolo formale come funzionario governativo presso il Dipartimento per l'Efficienza Governativa (DOGE), dopo aver tentato – senza grande successo – di ridurre gli sprechi federali.

Nonostante abbia investito circa 300 milioni di dollari nella campagna elettorale di Trump e dei repubblicani nel 2024, Musk sembra ora prendere le distanze. Ha dichiarato che ridurrà drasticamente le sue spese politiche e tornerà a concentrarsi sul suo ruolo di CEO di Tesla e SpaceX.

La Casa Bianca ha rapidamente liquidato l'attacco di Musk. La portavoce Karoline Leavitt ha affermato che il presidente Trump "conosce già la posizione di Elon Musk" e non intende cambiare rotta: "Questo è un disegno di legge importante e bellissimo, e lui si attiene a esso."

Il Senato conta 53 senatori repubblicani e  servono almeno 50 voti più uno per far passare il provvedimento, senza dimenticare che, se necessario, anche il vicepresidente JD Vance può esprimere il proprio voto. Con almeno quattro senatori già apertamente critici e altri indecisi, la maggioranza del gruppo dei repubblicani è però  tutt'altro che sicura.

Alcuni di loro propongono di rimandare a una futura legge le proposte più ambiziose, come le agevolazioni fiscali per mance, straordinari e previdenza sociale, per alleggerire il peso del disegno attuale.

Il durissimo attacco di Elon Musk mette in luce le profonde spaccature all'interno del Partito Repubblicano e rappresenta una sfida politica diretta al presidente Trump. In un Congresso già diviso, le sue parole potrebbero essere il detonatore che fa saltare un accordo già traballante. 

Autore Antonio Gui
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