Salute

Sanità, Schillaci al Senato: “Investiti oltre 10 miliardi, ma 4,5 milioni di italiani rinunciano alle cure”

Durante il question time al Senato, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha risposto all’interrogazione della senatrice Dafne Musolino (Italia Viva) sull’aumento della spesa privata per accedere alle prestazioni sanitarie. Un’occasione per fare il punto sullo stato del Servizio sanitario nazionale (SSN) e sulle misure che il Governo sta mettendo in campo per contrastare le crescenti difficoltà di accesso alle cure.


I numeri del Fondo sanitario e i vincoli del debito pubblico

Schillaci ha rivendicato i risultati ottenuti dal Governo: “Negli ultimi anni sono stati stanziati oltre 10 miliardi di euro aggiuntivi sul Fondo sanitario nazionale”. Un dato che, secondo il ministro, smentisce le accuse di tagli alla sanità.

Tuttavia, ha chiarito i limiti di spesa legati al quadro macroeconomico: l’Italia paga 82,9 miliardi l’anno di interessi sul debito pubblico, pari al 4,3% del PIL, molto più di Germania (0,7%) e Francia (1,9%). “Non è un alibi – ha precisato – ma un vincolo strutturale con cui dobbiamo fare i conti”.


Le criticità: rinunce alle cure e divari territoriali

Schillaci ha ammesso senza mezzi termini i problemi:

  • 4,48 milioni di italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2023;
    molti si indebitano pur di curarsi;
  • la mobilità sanitaria penalizza il Sud, costringendo migliaia di pazienti a spostarsi verso il Nord.

“Non minimizziamo questi dati – ha detto – perché rappresentano una priorità assoluta per il Governo”.


Le misure già adottate

Il ministro ha ricordato gli interventi messi in campo per rafforzare il SSN:

  • proroga dell’assunzione dei medici specializzandi;
  • aumento e defiscalizzazione delle tariffe per le prestazioni aggiuntive;
  • nuove indennità per medici, infermieri e operatori del pronto soccorso.

“Non sono misure isolate, ma parte di una strategia per rendere il Servizio sanitario pubblico di nuovo attrattivo”, ha dichiarato.


La strategia del Governo per il SSN

Schillaci ha delineato una visione articolata in quattro direttrici fondamentali:

  • Governare le aspettative: ridefinire le priorità, garantendo l’essenziale a chi ne ha più bisogno.
  • Maggiore efficienza: razionalizzare la rete ospedaliera, puntare sulla sanità territoriale e sviluppare le Case di comunità del PNRR.
  • Incremento delle risorse: continuare a investire nella sanità pubblica.
  • Innovazione dei servizi: potenziare digitalizzazione e telemedicina.

“Non è fantascienza – ha sottolineato – ma il presente della sanità moderna”.


Liste d’attesa e nuovo tariffario

Sul fronte delle liste d’attesa, Schillaci ha rivendicato un risultato incoraggiante: oltre mille ospedali, in sei mesi, hanno aumentato le prestazioni del 20% senza ulteriori costi.

Riguardo al nuovo tariffario sanitario, criticato anche dalla magistratura, il ministro ha ribadito la necessità di riforma: “Non possiamo continuare a finanziare prestazioni inefficienti mentre mancano risorse per quelle essenziali. Serve equilibrio”.


Collaborazione con le Regioni e legge di bilancio

Il ministro ha rimarcato che la partita della sanità non può essere gestita solo dal Governo centrale: “Le Regioni hanno un ruolo decisivo. Le sto incontrando di nuovo con dati aggiornati per fissare insieme le priorità urgenti”.

Infine, Schillaci ha assicurato che nella prossima legge di bilancio verranno confermati nuovi investimenti: “La salute degli italiani resta la priorità assoluta. Realismo e ambizione devono guidarci”.


Le critiche dell’opposizione

La replica non si è fatta attendere. La senatrice Annamaria Furlan (IV-C-RE) ha accusato il Governo di “portare indietro gli investimenti nella sanità” e di aver fallito sul fronte delle liste d’attesa: “Oltre il 5% dei debiti delle famiglie è contratto per curarsi. Chi non può permetterselo rinuncia alle cure. Servono risorse vere, non promesse”.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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