Lo stretto indispensabile
In più di 60 anni di vita ho cercato di imparare dall'esperienza, da ciò che vedevo intorno a me.
Sono nata e cresciuta quando l'impero USA era al suo massimo splendore e l'Italia faceva parte delle sue “colonie”. L'immagine dell'America permeava tutto ed era mitizzata, considerata un punto di riferimento, qualcosa da assorbire ed imitare, eppure nasceva e si fondava sull'accumulo di denaro visto come scopo ultimo della vita, sull'esaltazione delle apparenze e dei beni materiali.
Questa visione del mondo, del denaro ad ogni costo, ha finito per conquistare quasi tutta la terra. Crollato il blocco comunista, anche Cina e Russia sono diventate brutte copie degli USA.
"Esiste il predominio nella vita pubblica di individui e gruppi finanziari che, grazie alla disponibilità di enormi capitali, sono in grado di influenzare in maniera determinante gli indirizzi dei governi".
Si chiama plutocrazia, governo del denaro. La verità è tutta qui e spiega guerre, psicopandemie e nefandezze assortite.
La vera cultura, quella che ti insegnava a riflettere e ragionare, ha finito con l'essere disprezzata e sostituita da un mucchio di scemenze ed affermazioni in contrasto fra loro, spesso non verificate né verificabili, perfette per far rincoglionire e confondere le idee. In Italia abbiamo cominciato con la TV spazzatura di Berlusconi e siamo arrivati alle leggende da social, come i complotti di misteriose sette e l'avvento di Nesara Gesara, tutti sistemi per tenerci lontani dalla realtà, per farci immaginare che dall'alto calerà la soluzione per ogni nostro problema, per farci restare inebetiti e privi di ogni reazione.
Le varie Chiese, a cominciare da quella cattolica, hanno dimostrato di essere organizzazioni gerarchizzate e politicizzate, ben lontane da un Dio, credo, che si trovi nella bellezza della natura e nell'anima dei pochissimi esseri umani buoni ed onesti.
Il potere, politico, economico o religioso che sia, quasi mai ha a cuore il bene dei comuni cittadini. Il potere non ha scrupoli e siamo noi, che dobbiamo subire le sue decisioni, a dover cercare di controllarlo: non esistono soluzioni miracolose calate dall'alto.
Si comincia dal piccolo, dal proprio Comune di residenza, protestando attivamente per ciò che non va: sindaci ed assessori sono cariche elettive, la loro nomina dipende da noi e il loro stipendio lo paghiamo noi. Si prosegue "non facendo" ovvero pagando in contanti, comprando al negozio invece che on-line, evitando assicurazioni inutili ed improduttivi investimenti bancari.
Soprattutto, torniamo a sentirci italiani, ad amare l'Italia, che è nostra.
Abbiamo alle spalle un passato di tutto rispetto ed una identità nazionale ben definita: sono beni da salvaguardare. Non siamo perfetti ma siamo noi.
Ormai, non ci portano più rispetto né gli illusi portati dai barconi né i turisti europei o extra europei e questo perché siamo i primi a non rispettare noi stessi e la nostra terra.
Piantiamola di lasciar fare i loro interessi a politici e governi e cominciamo a pensare ai nostri, di interessi.