Stanley Cup: Vegas domina poi trema, Carolina risale dall’abisso ma crolla sul più bello
I Vegas Golden Knights vincono gara-3 della finale di Stanley Cup al termine di un doppio overtime assurdo: finisce 5-4 contro i Carolina Hurricanes e la serie si sposta su un 2-1 per i Golden Knight, che potranno giocare anche gara-4 in casa.
Vegas costruisce la terza partita come un assedio metodico, un pezzo alla volta, fino a trasformarla in una partita che sembra già chiusa dopo due periodi. Il ritmo è quello delle grandi serate: pressione alta, transizioni pulite, linee aggressive che schiacciano Carolina nella propria zona. Il vantaggio nasce da un power-play eseguito con precisione chirurgica e cresce grazie alla serata ispirata di Mitch Marner, che firma un hat-trick lampo e trascina i Golden Knights sul 4‑0. La T‑Mobile Arena vibra, la serie sembra girare definitivamente.
Il terzo periodo ribalta però ogni certezza. Gli Hurricanes cambiano volto, alzano il baricentro e trovano tre gol in 39 secondi, un lampo che riscrive i libri della Stanley Cup e riapre una partita che pareva sepolta. Vegas si irrigidisce, Carolina sente l’odore dell’impresa e spinge fino al pareggio nel finale, con il portiere fuori e un’inerzia ormai completamente ribaltata. È il momento in cui la serie sembra poter cambiare direzione.
L’overtime è una lunga attesa, fatta di occasioni sporche e respiri trattenuti. Il secondo supplementare diventa una questione di dettagli, e quello decisivo arriva da un rimbalzo impazzito: il tiro di Shea Theodore sbatte sulle balaustre, torna verso la porta e finisce addosso al portiere degli Hurricanes, rotolando oltre la linea. Un gol sporco, casuale, ma pesantissimo.
Vegas si riprende così una partita che aveva dominato e quasi buttato via, Carolina perde dopo aver sfiorato una rimonta che avrebbe fatto epoca.
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