La corsa agli Oscar 2026 per il Miglior Film Internazionale si prospetta tra le più ricche e stratificate degli ultimi anni, con 87 paesi partecipanti e un forte filo conduttore: la memoria e la rinascita. Per la prima volta concorrono Papua Nuova Guinea e Madagascar, mentre Haiti torna in gara dopo una squalifica e Groenlandia rientra dopo oltre dieci anni.
Tra le candidature più forti distinguono 3 titoli che sembrano già proiettati verso la cinquina finale: la Norvegia con Sentimental Value di Joachim Trier, un film che ambisce ad entrare anche nelle categorie principali come Miglior Film; la Francia, che propone It Was Just an Accident di Jafar Panahi, già Palma d’Oro a Cannes e il Brasile, rappresentato da The Secret Agent di Kleber Mendonça Filho, un'opera che fonde sapientemente impegno politico e cinema d’autore, con un’interpretazione acclamata di Wagner Moura.
Non mancano le firme d’autore in questa corsa internazionale: dalla Spagna arriva Sirāt di Óliver Laxe, accolto con entusiasmo a Cannes, mentre dal Cile The Mysterious Gaze of the Flamingo si distingue come un “western queer” originale e provocatorio. La Corea del Sud schiera uno dei suoi registi più noti, Park Chan-wook, con No Other Choice, già tra i titoli più attesi della stagione, e la Tunisia si presenta con The Voice of Hind Rajab, un racconto toccante che intreccia emozione e denuncia sociale.
In questa edizione degli Oscar, il cinema internazionale dimostra un’eccezionale capacità di riflettere sul passato per interrogare il presente, con opere che spaziano dal personale al politico, dalla memoria collettiva alla rinascita individuale. La Stagione dei premi si preannuncia intensa, complessa e profondamente umana.


