Esteri

Alicia Kearns e la “famiglia coloniale” britannica in pericolo

L’attacco alle basi britanniche a Cipro ha provocato polemiche nei circoli politici di Londra. Ci si chiede se valga la pena mantenere una presenza militare così importante in giro per il mondo e soprattutto se il Regno Unito ne sia ancora in grado finanziariamente e culturalmente. L’Impero Britannico è finito decenni fa oppure è ancora in vita?

La deputata conservatrice Alicia Kearns è intervenuta ammettendo certe “verità scomode”, ma anche insistendo sulla necessità di dedicarsi di più alla grande “famiglia coloniale” che è l’erede del glorioso impero del XIX secolo. La verità scomoda è la vulnerabilità dei territori d’oltremare.

Non si tratta di debolezza militare, ma di mancanza di difese dalle infiltrazioni informatiche, politiche e sociali dei tradizionali nemici indicati dalla Kearns, e cioè Russia, Cina, Corea del Nord e appunto oggi l’Iran.

Lo stesso presidente cipriota, indispettito e preoccupato dal fatto che i suoi cittadini finiscano sotto i colpi dei droni iraniani perché la sua isola ospita due basi britanniche, parla di “residui coloniali” e chiede di discutere sulla possibilità che gli inglesi se ne vadano.

Invece la Kearns ribadisce quanto siano importanti gli avamposti a difesa della grande “famiglia”, che occorre proteggere dalle brutte intenzioni dei suddetti cattivi. Secondo lei considerati nel loro insieme, i territori d’oltremare sono dal punto di vista della sicurezza “la maggior protezione e la peggior debolezza” del Regno Unito. Vanno quindi protetti, fortificati e curati proprio per difendere anzitutto la vita dei cittadini delle isole britanniche.

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Autore francescoflachi
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