Ma la transizione ecologica non c’è stata
Uno dei principali indicatori delle emissioni nocive verso l’ambiente e’il consumo dei combustibili derivanti dal petrolio e del gas naturale. Si tratta di prodotti che, una volta acquistati, vengono rapidamente usati trasformandoli in parte in energia utile e in parte in calore + prodotti dannosi quali l’anidride carbonica, gli ossidi di azoto e zolfo, il particolato PM 10 e2,5, i composti organici volatili, l’ammoniaca e altro
Si tratta di sostanze climalteranti e inquinanti. Il danno è ormai ampiamente documentato nelle variazioni meteo e dall’aumento dei tumori alle vie respiratorie perché la quasi totalità dei prodotti sopra elencati è ad alta densità e quindi non sale nell’atmosfera.
DERIVATI DAL PETROLIO
Dai dati pubblicati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si può estrarre la seguente tabella sintetica che indica il loro consumo ( in migliaia di tonnellate ) negli anni 2020-25.
I dati del 2025 sono un preconsuntivo stimato dallo scrivente sul periodo mancante e i bassi valori del 2020 sono dovuti ai divieti della pandemia.
Le valutazioni ambientali che si possono fare sono sintetizzabili in una riduzione modesta dell’uso gasolio verso l’aumento di quello della benzina che come emissioni unitarie è migliore ma viene confermato che i consumi specifici dei due tipi di motori termici vanno nella direzione contraria. Cioè la sostituzione a parità’di potenza e kilometri percorsi comporta un maggior consumo del 35% circa del carburante.
Nei preconsuntivi del 2025 non si vede un trend che lasci sperare in un miglioramento nel prossimo futuro e nel possibile raggiungimento degli obiettivi fissati da UE per il 2030.
Le cause sono da cercare nel trasporto delle merci e delle persone che incide per il 95% di questo tipo di consumi dove non è avvenuta la sostituzione della trazione "termica" tradizionale con altre ecologicamente più accettabili.
Negli ultimi anni ( ma anche prima ) sono mancate diverse innovazioni che certamente non potevano annullare il problema ma ridurlo sensibilmente.
Si possono sintetizzare in:
- Non disponibilità di alternative tecnologiche provate e affidabili per il traporto navale, aereo e stradale pesante (“ mega TIR “ da 500 CV con 100.000 Km / annui di percorrenza!).
- Scarsa sostituzione dell’auto 100% elettrica verso quella termica.
- Zero progetti e tanto meno cantieri per il trasferimento delle movimentazioni delle merci su rotaia.
- Beneficio trascurabile delle auto ibride.Il loro funzionamento in elettrico si riduce al 5% del totale ma aumentano il consumi della benzina per la crescita del peso.
- Fallimento totale del progetto "idrogeno" sia nella produzione che nell’uso delle Fuel Cells.
GAS NATURALE
Sempre usando i dati pubblicati dal Ministero si ricava la seguente tabella (in milioni di standard metri cubi)...
Per questo combustibile la diminuzione dell’uso e delle emissioni c’è stata e le motivazioni sono varie ma reali:
- Riduzione e invecchiamento della popolazione con evidenti conseguenze sui consumi domestici.
- Inverni più miti.Dai dati riportati si vede bene l’effetto negli anni 22-23 dove le temperature medie invernali sono state più alte di circa 5 gradi.
- Stimolante azione verso il risparmio a causa dell’aumento del prezzo.
- Sostituzione di caldaie di riscaldamento datate con altre modulanti e a condensazione o dell’intero impianto con le pompe di calore. In questa direzione forse il tanto vituperato Superbonus qualcosa ha fatto.
- Incremento della produzione di energia elettrica con le FER che, essendo costante il fabbisogno totale, comporta una riduzione delle "termiche" ormai quasi tutte funzionanti a gas.
Le positività ci sono e nei numeri si vede un beneficio che potrebbe aumentare in futuro però occorre precisare che, a parità di energia rilasciata, esistono differenze medie del 33% in meno nelle emissioni tra la combustione del gas naturale e quelle dei derivati petroliferi a causa della maggior produzione di vapore acqueo.
CONCLUSIONI
I termini globali si può quindi concludere che nei due settori di maggior inquinamento ambientale non si vedono miglioramenti importanti ma anzi una "stabilità" che è un termine attualmente molto usato ma non adeguato quando si conservano situazioni dannose,
Servirebbe poter dedicare più risorse destinandole alla ricerca e al cambiamento.Erano previste nel PNRR che sta finendo senza aver prodotto risultati su questo progetto e nell’attuale legge di Bilancio si trova poco o niente.
Forse ha ragione Trump quando ha detto e scritto che la transizione ecologica è una bufala e l’ha esclusa esplicitamente dalle sue iniziative sul futuro dell’America.