La Procura generale libica ha disposto la detenzione di Osama Al Masri Najim, capo delle operazioni della polizia giudiziaria presso il carcere di Mitiga, a Tripoli, e il suo rinvio a giudizio con l'accusa di tortura e morte di un detenuto sotto tortura. La notizia è stata riportata dall'emittente locale Libya24.

Secondo quanto dichiarato dalla Procura, Al Masri è ritenuto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani all'interno del Centro di Riabilitazione e Correzione di Tripoli. Le indagini, avviate lo scorso luglio, hanno riguardato episodi di tortura, trattamenti crudeli e degradanti nei confronti di almeno dieci detenuti. Uno di loro sarebbe deceduto a causa delle violenze subite.

Con la chiusura dell'inchiesta, le autorità giudiziarie hanno formalizzato le accuse nei confronti di Najim e ne hanno ordinato la custodia cautelare. La Procura ha affermato che le prove raccolte sono sufficienti per procedere in sede processuale.

L'aspetto più grottesco della vicenda è che l'arresto è stato effettuato in collaborazione con la Corte penale internazionale (CPI) dell'Aia che nei confronti di Al Masri, il 18 gennaio scorso, aveva emesso un mandato di arresto per crimini di guerra e crimini contro l'umanità commessi nel carcere di Mitiga. Mandato di arresto che il governo Meloni ha volutamente ignorato inventandosi un inesistente problema procedurale e riportando il criminale libico nel suo Paese con un volo di Stato!

Questo è quanto pubblicato dalla fonte libica (libya24.tv/2025/07/09/7998)

La Procura generale in Libia ha avviato l'azione penale nei confronti dell'ufficiale di polizia Osama Najim, a seguito dell'emissione di una decisione che revoca la misura procedurale relativa alla sua situazione, basandosi sulle norme della giurisdizione nazionale.La Procura ha dato inizio alle procedure preliminari esaminando gli elementi dei reati menzionati nell'ordine di arresto emesso dalla Prima Camera Preliminare della Corte Penale Internazionale.Ha inoltre proceduto a riesaminare i fatti già esaminati dalla magistratura nazionale prima dell'emissione dell'ordine di arresto, al fine di verificare la loro compatibilità con i reati indicati nell'ordine della Corte internazionale.Alla luce di ciò, la Procura ha richiesto la comparizione dell'ufficiale citato dinanzi ad essa, ed egli si è presentato per la prima sessione di interrogatorio il 28 aprile 2025.Durante la sessione, all'ufficiale Osama al-Masri sono stati illustrati i fatti a lui attribuiti e sono state registrate le sue risposte in merito. Successivamente, la Procura ha proseguito la raccolta delle informazioni relative al caso e ha rinviato la successiva sessione di interrogatorio.La Procura ha chiarito che il rinvio è finalizzato a completare le procedure per una richiesta di assistenza giudiziaria che verrà presentata all'Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale, allo scopo di ottenere prove che confermino i fatti oggetto dell'azione penale e prove che sostengano l'attribuzione delle accuse a suo carico. Tale procedura rappresenta un passo giuridico importante nel quadro della cooperazione internazionale, per garantire l'integrità delle indagini e l'efficacia dell'azione penale nei confronti del sospettato.La Procura libica avvia un'azione contro l'ufficiale Osama Najim dopo la revoca della misura procedurale e richiede assistenza giudiziaria alla Corte Penale Internazionale per ottenere prove a sostegno dell'azione penale.

Come Meloni e i suoi ministri hanno commentato lo sganassone ricevuto a livello diplomatico? Con il solito metodo della fuga. Solo il povero Tajani non è riuscito a "farla franca" e, a margine del question time alla Camera, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento: "Non me ne sto occupando!"

Le opposizioni, invece, hanno commentato - e giustamente - ad alzo zero su Meloni e il suo governo di scappati di casa che, ancora una volta, ha umiliato l'immagine dell'Italia...

Elly Schlein (PD):
"Le autorità libiche hanno ordinato l'arresto di Almasri, per tortura e omicidio. Lo stesso criminale che Meloni, Nordio e Piantedosi hanno liberato e riaccompagnato a casa con un volo di Stato, dopo che la magistratura e le forze dell'ordine italiane lo avevano fermato nel nostro Paese per il mandato d'arresto della Corte Penale internazionale. Evidentemente per la procura in Libia il diritto internazionale non vale ‘solo fino a un certo punto', come per il governo italiano. Questa è una figura vergognosa a livello internazionale per cui il governo deve chiedere scusa agli italiani."

Riccardo Magi (+Europa):
Non è solo un errore. È un orrore politico. Il governo Meloni ha protetto un criminale di guerra. Ha mentito al Parlamento. E oggi l'arresto di Almasri in Libia dimostra quanto siamo diventati ostaggio dei nostri stessi accordi con le milizie. Chi ci governa non difende la giustizia, la baratta. Nordio deve assumersi la responsabilità di ciò che ha fatto.

Angelo Bonelli (AVS): "ll governo Meloni ha protetto un torturatore e stupratore. Oggi la Libia arresta Almasri per torture e omicidi, gli stessi crimini per cui la Corte penale internazionale ne aveva chiesto la cattura. Ma l'Italia lo ha liberato e rimandato a casa con un aereo di Stato. È una vergogna nazionale: Meloni e Nordio hanno ostacolato la giustizia internazionale e coperto un criminale. Questo governo ha tradito i principi di legalità e diritti umani: una vergogna nazionale firmata Meloni."

Giuseppe Conte  (M5s): "Che umiliazione per il Governo Meloni. Alla fine Almasri, un torturatore con accuse anche per stupri su bambini, è stato arrestato in Libia. Invece la nostra premier e i nostri ministri lo hanno fatto rientrare a casa con voli di Stato, con la nostra bandiera, calpestando il diritto internazionale e la Corte Penale internazionale, il cui Statuto a tutela dei diritti è stato firmato a Roma. Ora diranno che anche la Procura generale in Libia è un nemico del Governo? Che vergogna per la nostra immagine. Non è questa l'Italia."


Aggiornamento

Per aggiustare la figura da "peracottari", innominate fonti governo (così le riporta l'Ansa) hanno poi fatto sapere che "L'Esecutivo italiano era bene a conoscenza dell'esistenza di un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale di Tripoli a carico del libico Almasri già dal 20 gennaio 2025". È quanto si apprende da fonti di governo, che spiegano come in quella data il Ministero degli Esteri italiano avesse ricevuto, pressoché contestualmente con l'emissione del mandato di cattura internazionale della Procura presso la Corte Penale Internazionale de L'Aja, una richiesta di estradizione da parte dell'Autorità giudiziaria libica. Questo dato - proseguono le stesse fonti - ha costituito una delle fondamentali ragioni per le quali il Governo italiano ha giustificato alla CPI la mancata consegna di Almasri e la sua immediata espulsione proprio verso la Libia. 
Quando la toppa è "molto" peggiore del buco.