Immagina la scena: ti svegli dopo un intervento d’urgenza per un’occlusione intestinale. Il chirurgo ti sorride: "Tutto risolto, era solo un’aderenza, nessun tumore!". Finalmente respiri. Peccato che la tua gioia duri meno di un caffè freddo.

Entra la dottoressa con l’espressione di chi ha appena visto il fantasma di un tumore futuro e ti dice: "Sì, ora non c’è nulla… ma chissà domani? Meglio bombardarti con la chemio, per sicurezza."

Tu: "Ma dottoressa, se non c’è il tumore, cosa stiamo curando? L’ombra di un sospetto?"
Lei: "Meglio uccidere un’ombra che farsi sorprendere dal buio. Firma qui." Benvenuto nel circo della medicina difensiva, dove:

Un referto negativo non è una liberazione, ma un "non ancora". La prudenza non è "aspettiamo e vediamo", ma "trattiamo tutto, anche il nulla, per coprirci le spalle".
Tu non sei un paziente, sei un "danno collaterale statistico" in un sistema che preferisce curare fantasmi piuttosto che ammettere di non sapere. Il risultato? Ti ritrovi a fare la chemio per un tumore che non c’è, non c’è mai stato, e forse non ci sarà mai. Ma qualcuno deve pagare per la paranoia del sistema. E quel qualcuno sei tu, con il tuo corpo trasformato in un campo di battaglia contro un nemico inesistente. La domanda che nessuno ti fa: "E se fosse solo infiammazione?" Ma curare l’infiammazione non rende quanto un protocollo oncologico. È più facile abbattere l’intera casa piuttosto che chiamare l’idraulico. E così, Gastone (cioè tu), si ritrova: Con un sistema immunitario distrutto (perché "meglio che no"). Con effetti collaterali "lievi" (come la neurotossicità, che ti fa sentire le mani addormentate per sempre). Con la sensazione di essere la cavia di un esperimento dove la scienza ha perso il contatto con l’umanità.
 
La ciliegina sulla torta?
Esistono test genomici che potrebbero dirti se davvero c’è un rischio. Costo? 3.000 euro. Problema? Molte ASL preferiscono pagare 30.000 euro per una chemio inutile piuttosto che 3.000 per un test che potrebbe salvarti da mesi di veleno. Perché? Perché curare un fantasma rende di più che prevenire con certezza. Morale della favola:
La prossima volta che ti dicono "Meglio prevenire", chiediti: "Prevenire cosa? La mia salute… o la paura del medico di essere citato in giudizio?" (E se ti hanno mai proposto una cura per un fantasma, raccontaci la tua storia. Perché a volte, il vero tumore è il sistema.) E se vuoi saperne di più, mi raccomando, CLICCA QUI