*_©Angelo Antonio Messina
Il teatro contemporaneo si nutre di innovazione, sperimentazione e una continua riscoperta del linguaggio performativo. “Lebensraum”, lo spettacolo della Jakop Ahlbom Company in scena al Teatro Menotti dal 28 aprile al 1° maggio, incarna con straordinaria efficacia queste caratteristiche, offrendo un’esperienza teatrale che è insieme visione poetica, riflessione esistenziale e ricerca formale. In questa critica, intendo esplorare le molteplici sfaccettature di uno spettacolo che non si limita a intrattenere, ma coinvolge intimamente lo spettatore in un dialogo tra arte, cultura e contemporaneità.
Jakop Ahlbom, artista svedese formatosi a Amsterdam e già noto per la sua capacità di fondere mimo, coreografia e teatro fisico, con “Lebensraum” porta in scena un’opera che sembra sospesa tra epoche e linguaggi artistici diversi. Il titolo, che in tedesco significa “spazio vitale”, è esso stesso metafora densa di significato: uno spazio minuscolo, quello della scena, che tuttavia diventa vasto universo di invenzioni sceniche e tensioni emotive. La trasformazione dello spazio è il cuore pulsante dello spettacolo. Attraverso una scenografia dinamica e caleidoscopica, armadi, pareti e superfici si animano, nascondono passaggi segreti, si deformano e si moltiplicano, rivelando inattese profondità. In questo universo confinato due uomini condividono una piccola stanza dove il poco spazio è sapientemente ottimizzato: il letto è anche pianoforte, la libreria frigorifero. Questi dettagli non sono mera trovata di originalità scenica, ma suggeriscono, con sottile ironia e malinconia, la necessità umana di adattarsi, reinventarsi, sopravvivere in ambienti sempre più limitati da forze esterne e interne, sociali ed esistenziali.

La vicenda si snoda attorno alla creazione di una donna delle pulizie meccanica, soluzione artificiosa a un vuoto umano e affettivo. Qui entra in gioco la dimensione più profonda e inquietante dello spettacolo: la bambola meccanica, dotata di volontà propria, non si limita a essere oggetto di utilità, ma diventa soggetto di conflitto, generando una tensione crescente che fa scricchiolare la fragile convivenza. La metafora è potente: in un mondo dominato dall’artificio e dalla tecnologia, la linea tra controllo e anarchia si fa sottile, e ciò che nasce come strumento di sollievo può trasformarsi in minaccia. In questo senso “Lebensraum” riflette sul contemporaneo, sulle paure legate alla perdita del controllo e alla crescente meccanicizzazione della vita quotidiana.
La raffinata macchina teatrale costruita da Ahlbom si fonda su un equilibrio perfetto tra precisione scenica, illusione e comicità fisica. Si avverte forte l’eco del cinema muto, tanto caro a Buster Keaton, maestro di mimica e comicità visiva, cui l’autore si ispira apertamente. Dalla tradizione del mimo e del teatro fisico scaturiscono coreografie che sembrano sfidare la gravità e la logica, giocando con il corpo umano come strumento primario di narrazione. Il pubblico assiste a scene in cui il movimento crea ritmo, tensione e al contempo leggerezza, spesso accompagnato dalla musica rock contemporanea dal vivo della band olandese Alamo Race Track. Questa collaborazione musicale non è semplice accompagnamento, ma parte integrante dell’azione scenica, donando un’energia palpabile e contribuendo a costruire l’atmosfera surreale e ipnotica che permea l’intero spettacolo.

Il binomio musica-corpo-spazio si fonde in un dispositivo teatrale sorprendente, capace di dare vita a un organismo unico. La sinergia tra gli elementi scenici produce effetti magici: gli specchi diventano finestre, la carta da parati si trasforma in quinte animate, creando una realtà in continua metamorfosi che rispecchia l’instabilità emotiva dei personaggi. La scelta di uno spettacolo senza parole parla a un linguaggio universale, fatto di gesti e immagini, capace di oltrepassare barriere linguistiche e culturali. Questo approccio fa di “Lebensraum” non solo un esercizio di virtuosismo tecnico, ma anche un’esperienza emotiva potente e coinvolgente.
Dal punto di vista culturale, “Lebensraum” si inserisce in un filone teatrale che rilegge la tradizione del teatro fisico, del mimo e della pantomima, ma lo fa con uno sguardo contemporaneo, capace di parlare alle inquietudini del nostro tempo. La drammaturgia scenica evoca temi classici come la convivenza, la solitudine, il desiderio di controllo, ma li declina attraverso metafore visive e simboliche che rimandano ad un presente dominato dalla compressione degli spazi fisici e psicologici e dall’invasività della tecnologia. In questo senso, lo spettacolo assume anche una valenza storica, richiamando un passato di arte performativa che si rinnova e si aggiorna, e contestualmente una dimensione popolare e accessibile grazie alla musicalità rock dei brani dal vivo che amplificano la carica emozionale della rappresentazione.

Un’ulteriore nota di merito va attribuita alla scelta etica e ambientale che accompagna la tournée europea dello spettacolo. Per la prima volta la Jakop Ahlbom Company utilizza un camion elettrico per il trasporto delle scenografie e delle attrezzature, una decisione che testimonia una nuova sensibilità produttiva e l’assunzione di responsabilità rispetto all’impatto ambientale delle attività culturali. Questo elemento aggiunge valore al progetto, dimostrando come arte e sostenibilità possano e debbano coesistere, promuovendo un modello di fruizione culturale più consapevole e rispettoso del pianeta.
Dal punto di vista performativo, l’interpretazione degli attori è impeccabile. La fisicità richiesta dagli ideali di Ahlbom è intensa e precisa, capace di trasmettere emozioni forti e contrastanti senza l’uso della parola. I due protagonisti incarnano alla perfezione la fragilità e la forza della convivenza forzata, giocando con continui cambiamenti di tono, dal comico al drammatico, dal surreale al realistico. La presenza dal vivo di Alamo Race Track aggiunge un’interazione immediata e palpabile, arricchendo la performance con un ulteriore livello sensoriale.

“Lebensraum” emerge come un capolavoro di teatro fisico e visivo, capace di coniugare invenzione scenica, profondità emotiva e consapevolezza sociale. La Jakop Ahlbom Company, con il suo stile unico, regala al pubblico milanese uno spettacolo che è insieme divertente, inquietante e profondamente umano. Attraverso la sapiente manipolazione dello spazio e del corpo, accompagnata da una colonna sonora coinvolgente e una produzione attenta alla sostenibilità, “Lebensraum” invita a riflettere sul significato di spazio, libertà e relazione nell’era contemporanea. È un appuntamento imperdibile per chi cerca nel teatro non solo intrattenimento, ma anche un’esperienza artistica capace di stupire, emozionare e far pensare.
28 aprile | 1° maggio
PRIMA MILANESE
LEBENSRAUM
JAKOP AHLBOM COMPANY
Regia e concept Jakop Ahlbom
Interpreti Reinier Schimmel, Jakop Ahlbom, Silke Hundertmark, Leonard Lucieer, Empee Holwerda Musica Alamo Race Track
Scenografia Douwe Hibma e Jakop Ahlbom
Drammaturgia Judith Wendel
Disegno luci Yuri Schreuders
Tecnici Tom Vollebregt, Yuri Schreuders, Allard Vonk, Michel van der Weijden
Oggetti di scena speciali Rob Hillenbrink
Trucco Anabel Urquijo Claveria
Produzione Jakop Ahlbom Company
Foto:*_©Sanne Peper
STAGIONE 2025 | 2026
Prezzi
• Intero — €32,00 + €2,00 prevendita
• Ridotto (over 65 / under 14) — €21,50 + €1,50 prevendita
TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 0282873611 - [email protected]
ORARI BIGLIETTERIA
Dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
Acquisti online: https://www.teatromenotti.org/evento/lebensraum.aspx
ORARI SPETTACOLI SALA GRANDE
Dal martedì al sabato ore 20
Domenica ore 16.30
Lunedì riposo
*_©Angelo Antonio Messina

