Politica

Carburanti, il governo taglia le accise... ma solo per 20 giorni!


"Il Consiglio dei Ministri - su proposta del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dei Ministri dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida - ha approvato un intervento di natura temporanea ed emergenziale per far fronte al caro carburanti conseguente alle tensioni internazionali connesse al conflitto in atto.
Il provvedimento si articola in un decreto legge e un decreto interministeriale, recanti disposizioni volte a ridurre, per un periodo di venti giorni a decorrere dal 19 marzo, la tassazione su gasolio, benzina e GPL. Come effetto del provvedimento si prevede una riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per il GPL.
Sono altresì previste misure di prevenzione e contrasto a fenomeni speculativi. In particolare, viene rafforzata l'attività di monitoraggio dei prezzi dei carburanti da parte del Garante dei prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per un periodo di tre mesi, le compagnie petrolifere saranno tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, che saranno oggetto di sorveglianza da parte del Garante, con previsione di sanzioni in caso di inadempimento.
È inoltre istituito un sistema di controllo rafforzato volto a individuare eventuali anomalie nei prezzi e a contrastare pratiche speculative, attraverso verifiche lungo l'intera filiera e segnalazioni alle autorità competenti.
Ulteriori misure riguardano i settori dell'autotrasporto e della pesca.
Per il settore dell'autotrasporto viene riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito d'imposta, per la maggior spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al mese di febbraio 2026. Criteri e modalità applicativi saranno stabiliti con successivo decreto.
Per il settore della pesca viene riconosciuto un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta fino al 20% della spesa sostenuta per l'acquisto di carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Eventuali ulteriori interventi saranno valutati all'esito del Consiglio europeo del 19 marzo".

Il governo prova a mettere una toppa al caro carburanti, ma lo fa con un intervento dichiaratamente “temporaneo ed emergenziale”. Tradotto: uno sconto immediato, limitato nel tempo e senza alcuna riforma strutturale del sistema fiscale che pesa su benzina e gasolio.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di altri ministri, ha approvato un pacchetto di misure che riduce per venti giorni – a partire da oggi – la tassazione sui carburanti. L'effetto annunciato è un calo di circa 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL.

La prima evidenza è tutta nella durata: venti giorni. Non un mese, non una revisione stabile delle accise, ma una finestra temporale limitata che coincide con una fase politicamente delicata.

Il provvedimento nasce ufficialmente per contrastare gli effetti delle tensioni internazionali sul prezzo dell'energia dovute alla guerra all'Iran. Ma nella sostanza si tratta di un classico intervento “spot”, che abbassa il prezzo alla pompa nell'immediato senza incidere sulle cause profonde: struttura delle accise, dinamiche fiscali e dipendenza energetica.

Passati i venti giorni, tutto tornerà come prima, salvo nuove decisioni. E infatti lo stesso comunicato del governo lascia aperta la porta a eventuali ulteriori interventi “all'esito del Consiglio europeo del 19 marzo”. Un modo elegante per dire che non esiste, al momento, una strategia di lungo periodo.

Accanto al taglio temporaneo delle accise, il governo annuncia anche un rafforzamento dei controlli contro le speculazioni. Così, anche in questo caso, il governo Meloni ha indicato il nemico da combattere, le compagnie petrolifere che dovranno comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, sotto la vigilanza del Garante dei prezzi del Ministero delle Imprese.

Previsti monitoraggi lungo tutta la filiera e sanzioni in caso di irregolarità. Misure che, sulla carta, mirano a evitare rialzi ingiustificati. Ma anche qui il nodo resta lo stesso: si interviene sugli effetti, non sul meccanismo che rende possibile l'aumento dei prezzi.

Il decreto include anche contributi straordinari per i settori più colpiti: autotrasporto e pesca. Nel primo caso, si tratta di un credito d'imposta per compensare l'aumento dei costi tra marzo e maggio rispetto a febbraio. Nel secondo, un credito fino al 20% della spesa per carburante.

Interventi mirati, ma anche in questo caso temporanei, legati all'emergenza e non a una riorganizzazione strutturale del settore energetico o dei costi logistici.

Il punto più controverso resta però il contesto. Il taglio delle accise arriva a ridosso di un importante appuntamento referendario. E questo solleva una domanda inevitabile: si tratta davvero di una risposta economica all'emergenza o di un segnale politico agli elettori?

Ridurre il prezzo dei carburanti è una delle misure più visibili e immediatamente percepibili dai cittadini. È il classico intervento che “si vede” ogni giorno al distributore. Proprio per questo, la sua temporaneità appare ancora più significativa: un sollievo immediato, ma destinato a svanire rapidamente.

Il governo rivendica l'intervento come necessario e urgente. Ma resta il fatto che, ancora una volta, manca una riforma strutturale delle accise e della fiscalità energetica.

Da anni il tema è sul tavolo: accise stratificate nel tempo, peso fiscale elevato, dipendenza dalle oscillazioni internazionali... tutte cose su cui la premier Meloni, in campagna elettorale, diceva di voler intervenire con l'obiettivo di eliminarle... salvo poi aumentare le accise! E si continua a intervenire con misure tampone, utili nell'immediato ma incapaci di cambiare davvero il quadro.

Il risultato è un déjà vu: sconti temporanei, emergenze dichiarate, promesse di monitoraggio. E poi, puntualmente, il ritorno alla normalità – quella dei prezzi alti.

Con una differenza: questa volta, il calendario politico rende tutto un po' meno casuale e un po' più sospetto.

Autore Egidio Marinozzi
Categoria Politica
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