Se Trump non ama l'Europa, finirà il Patto Atlantico? E quanti guai porterà?
La cronistoria dell'ostilità di Donald Trump verso l'Europa è segnata dal passaggio da una retorica transazionale ad atti esecutivi di rottura geopolitica e commerciale, culminati nelle tensioni massime del gennaio 2026.
1. Il Primo Mandato (2017-2021)
Le basi dello scontro sono state gettate durante la prima amministrazione Trump.
- Difesa e NATO: Trump definì l'Alleanza "obsoleta" nel gennaio 2017, accusando gli alleati europei (specialmente la Germania) di non pagare la propria quota per la sicurezza comune.
- Trattati Internazionali: Il ritiro dagli Accordi sul Clima di Parigi (giugno 2017) e dall'accordo sul nucleare iraniano (JCPOA, maggio 2018) colpì duramente i pilastri della politica estera e ambientale europea.
- Dazi Commerciali: Nel giugno 2018 impose dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio europeo, definendo l'Unione Europea un "nemico" commerciale. Celebre la sua frase al G7 in Canada: "L'Unione Europea è peggio della Cina, solo più piccola".
2. L'Escalation del Secondo Mandato (2025-2026)
Con il ritorno (o la forte influenza) alla Casa Bianca, Trump ha radicalizzato l'attacco all'Europa nel corso del 2025.
- Guerra Commerciale Totale: Il 1° agosto 2025 è entrata in vigore una tariffa generalizzata del 30% su tutti i prodotti UE spediti negli Stati Uniti. Dopo mesi di tensioni, a luglio 2025 le dogane americane hanno confermato un'aliquota del 15% sulle merci europee come parte di un nuovo patto commerciale, quasi il triplo rispetto alla media storica del 4,8%.
- Disimpegno Strategico: In data 7 gennaio 2026, Trump ha ordinato il ritiro degli USA da 66 trattati e organizzazioni internazionali, accelerando la presa di distanze diplomatica dal continente.
- Revisione degli impegni NATO. Con il ritorno al potere (o la forte influenza sulle Camere), Trump promuove una politica di "NATO a due velocità", dove la protezione americana è garantita solo a chi acquista armamenti USA.
- Stop agli aiuti all'Ucraina. Trump blocca i pacchetti di assistenza militare, forzando l'Europa (e l'Italia) a farsi carico interamente dei costi del conflitto, definendo l'Europa "opportunista" nel delegare la propria difesa a Washington.
- Disimpegno dai trattati digitali. Trump minaccia sanzioni contro i paesi europei che applicano la Web Tax alle Big Tech americane, portando la tensione commerciale ai massimi storici dal dopoguerra.
3. La Crisi della Groenlandia (Gennaio 2026)
L'ostilità si è recentemente spostata sul controllo dell'Artico.
- Pretese di Annessione: Trump ha trasformato la proposta di acquisto della Groenlandia del 2019 in una strategia di acquisizione forzata nel gennaio 2026.
- Ritorsioni sui Militari Europei: Il 17 gennaio 2026, Trump ha ufficialmente annunciato l'imposizione di dazi del 10% contro i Paesi europei (in particolare Danimarca e alleati NATO) che hanno inviato truppe sull'isola per proteggerne la sovranità dalle mire americane.
- Minacce Strategiche: Il presidente ha dichiarato di poter essere costretto a "scegliere tra la Groenlandia e la NATO", mettendo in discussione la permanenza degli USA nell'alleanza atlantica qualora l'Europa ostacoli l'espansione artica di Washington.
E l'Europa?
Innanzitutto, la pressione americana ha spinto i leader europei a chiedere un sistema di difesa autonomo dagli USA.
L'UE ha ufficialmente interrotto i negoziati sui dazi con gli Stati Uniti finché non cesseranno le minacce di annessione della Groenlandia. L'Eurogruppo sta studiando limitazioni all'accesso ai mercati finanziari europei per i grandi fondi d'investimento americani.
La Commissione Europea ha preparato una lista di ritorsioni da 72-84 miliardi di euro che colpirà beni strategici americani come aerei, auto e prodotti agricoli (mais, pollo, soia).
La crisi ha spinto i leader europei anche a discutere l'intensificazione di misure antitrust e restrizioni sulla gestione dei dati contro le aziende tecnologiche americane come leva negoziale.
Francia (il contingente più numeroso, circa 15 militari inizialmente, con rinforzi aerei e marittimi previsti), Germania, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia, Regno Unito hanno inviato personale militare in Groenlandia, principalmente come forza di ricognizione e per esercitazioni congiunte con la Danimarca (che esercita la sovranità sull'isola).