Vasco Rossi infiamma Rimini: in 24mila allo Stadio Romeo Neri
L’estate di Vasco Rossi non è semplicemente iniziata: è esplosa. A Rimini, davanti a 24mila persone allo stadio Romeo Neri, il rocker di Zocca ha trasformato il tradizionale soundcheck in un evento carico di emozione e significato, aprendo il concerto con “Vado al massimo”, brano che mancava dai live dal 1983.
Un ritorno inatteso, quasi simbolico, che ha attraversato lo stadio come una scarica elettrica. Le prime note hanno immediatamente scatenato un boato collettivo, mentre migliaia di fan – arrivati da tutta Italia e anche da Australia, Argentina e Uruguay – si sono ritrovati immersi in un viaggio dentro la memoria del Blasco.
Alle 20.47 le luci si sono abbassate e il tempo sembra essersi fermato. Vasco ha mantenuto la promessa fatta alla vigilia: riportare sul palco un pezzo “dimenticato” da oltre quarant’anni. «Partirò con un pezzo che non faccio dal vivo da molto tempo», aveva anticipato. Pochi istanti dopo, “Vado al massimo” ha aperto la serata tra un’ovazione che ha coperto la musica stessa. Subito dopo, il saluto: «Ciao Rimini! È passato Natale, è passata Pasqua e ora è il momento della nostra festa…».
La scaletta ha preso subito una direzione chiara: un ritorno alle origini, agli anni più crudi e autentici del repertorio di Vasco. I brani degli esordi tra fine anni Settanta e Ottanta hanno costruito una prima parte dal forte impatto emotivo, quasi un racconto in musica della nascita di un linguaggio che ha segnato generazioni.
“Ormai è tardi”, “Fegato, fegato spappolato”, “Alibi”, “Sono ancora in coma”, “Ciao”, “Lunedì”: ogni brano ha riportato lo stadio indietro nel tempo, in un’atmosfera sospesa tra memoria e presente.
Tra i momenti più intensi della serata, il ritorno sul palco di Claudio Golinelli. Lo storico bassista, reduce da un lungo ricovero per broncopolmonite, è apparso tra l’emozione generale per accompagnare “Siamo solo noi”.
Un ingresso che ha avuto il sapore dell’abbraccio collettivo: lo stadio intero in piedi, in un applauso che ha superato la musica e ha trasformato il momento in qualcosa di profondamente umano prima ancora che artistico.
Nel finale, Vasco ha riabbracciato il suo repertorio più iconico. “Sally”, “Vita spericolata”, “Canzone” e l’immancabile “Albachiara” hanno chiuso una serata che ha avuto il ritmo di una celebrazione più che di un concerto.
Un rito condiviso che, ogni volta, si rinnova e si amplifica, confermando il legame quasi indissolubile tra l’artista e il suo pubblico.
Stasera, si replica sempre a Rimini per la “data zero”, ultimo passaggio prima del debutto ufficiale del tour negli stadi previsto il 5 giugno al Parco Urbano Giorgio Bassani di Ferrara. Ma dopo questa apertura, la sensazione è chiara: il viaggio del Blasco nel 2026 è già entrato nella sua dimensione più potente, quella dell’evento collettivo.
La scaletta del soundcheck di Rimini
Vado al massimo
Ormai è tardi
Fegato, fegato spappolato
Una nuova canzone per lei
Bolle di sapone
Alibi
Sono ancora in coma
Ciao
Domani sì, adesso no
Tango… (della gelosia)
Lunedì
Interludio 2026
Marea
Siamo soli
Se ti potessi dire
(Per quello che ho da fare) Faccio il militare
Gli spari sopra
C'è chi dice no
Stupendo
Rewind
Un mondo migliore
La noia
Sally
Siamo solo noi
Vita spericolata
Canzone
Albachiara