A Roma nella cornice dello stadio Olimpico, al termine di una sfida ricca di tensione come si conviene a qualsiasi finale, è stato il Bologna di Vincenzo Italiano ad aggiudicarsi la Coppa Italia 2024-25, superando per 1-0 il Milan di Sergio Conceição. Quella conquistata ieri sera è la terza Coppa Italia nella storia del club felsineo, a 51 anni dall'ultima datata 1973/74.

La gara parte a mille. Al 3', Leao accende la miccia seminando Lucumì sulla sinistra e mettendo un pallone velenoso in mezzo, ma Jimenez spreca malamente. Il Bologna non resta a guardare: all'8', Castro anticipa tutti di testa, ma trova un Maignan in versione saracinesca. La partita è viva, intensa, sporca quanto basta. Al 9', è il turno di Skorupski a salire in cattedra con una doppia parata da applausi, prima su una deviazione involontaria di Miranda, poi su Jovic da due passi. È un inizio da thriller, poi le squadre si assestano e il primo tempo si chiude senza reti ma con tante scintille.

Nella ripresa il copione cambia subito. Al 52', su un'azione insistita, Theo Hernandez chiude malamente su Orsolini e regala palla a Ndoye, che non ci pensa due volte: controllo, destro secco dall'altezza del dischetto, Maignan battuto. È l'episodio che decide la partita.

Conceição corre ai ripari: dentro Walker, Joao Felix e Gimenez per dare imprevedibilità e freschezza, ma il Bologna è granitico. Italiano legge bene la gara, manda in campo forze nuove come Pobega e Casale e gestisce con intelligenza il vantaggio. Il Milan, sterile e impantanato, non punge: gli spunti latitano, i tiri veri mancano. I rossoblù, invece, ci provano ancora con Castro e Ndoye, anche se senza fortuna.

Nei minuti di recupero il Diavolo tenta l'assalto finale, ma è troppo tardi. I ragazzi di Italiano tengono botta, non tremano e quando arriva il triplice fischio, esplode la festa sotto la curva rossoblù: il Bologna è campione di Coppa Italia. Un trionfo sudato, meritato, e sicuramente storico.


Dopo tre finale perse con la Fiorentina, Vincenzo Italiano può gioire:"La partita di venerdì ci ha lasciato tanto. Abbiamo disputato una grandissima partita stasera, approcciata benissimo con grande ritmo e intensità e dopo il gol di Ndoye abbiamo cercato di portare a casa la coppa. Sono felice per i ragazzi, per il mio staff, per Saputo, Fenucci, Sartori, Di Vaio, per i magazzinieri, l'autista e tutti coloro che lavorano nel Bologna, davvero. È il mio primo trofeo importante, una gioia incredibile. Questa è la gioia più grande da quando faccio calcio, sia da giocatore che da allenatore. Sono riuscito ad alzare al cielo questa coppa dopo tre finali perse per pochissimo ed ho cercato di dare il massimo e l'ho detto ai ragazzi e insieme siamo riusciti a raggiungere questo trofeo, al Bologna, dopo 51 anni. Questo è un percorso di crescita per il Bologna, il Presidente Saputo è una persona ambiziosa, gli piace vincere e sono convinto farà crescere ancora questa Società. Questa coppa la dedico al mio staff, perché insieme siamo riusciti a vincerla".

Di tutt'altro tenore le parole dell'allenatore del Milan Sérgio Conceição : "La delusione deriva dal perdere un titolo e la possibilità di vincere la coppa. Penso sia stata una partita equilibrata, nel primo tempo abbiamo avuto due possibilità di fare gol e non l'abbiamo fatto. Nel secondo tempo dovevamo fare qualcosina in più. Poi loro hanno trovato il gol e da lì si è giocato poco, ma faccio i complimenti al Bologna. E' stato l'andamento tipico di una finale, dove chi segnava era in grande vantaggio per vincere. In questo momento ho tanti pensieri sulla partita e sulle scelte fatte. La mia testa è sul capire cosa non è andato oggi e cosa potevamo fare di più. Dobbiamo guardare avanti e finire questo campionato con dignità. Abbiamo due partite per finire bene la stagione. Io penso che anche io potevo fare qualcosa in più. Nel Milan ci sono persone serie che lavorano e faranno la loro analisi sulla stagione".