Salute

Covid in Italia, nuovo record di casi nel 2025: +15% in una settimana

Il Covid torna a crescere in Italia. Secondo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute, tra il 18 e il 24 settembre 2025 sono stati registrati 4.256 nuovi casi, il dato settimanale più alto dell’anno. L’aumento rispetto ai sette giorni precedenti è del 15%, con un tasso di positività salito al 12,8%.

Nello stesso periodo i decessi sono stati 37, quasi il doppio rispetto alla settimana precedente (21). Anche i tamponi eseguiti crescono: 33.209 contro i 29.112 della settimana prima.


Ricoveri e mortalità


Al 25 settembre 2025 risultano occupati:

  • 1,3% dei posti letto in area medica (828 pazienti), in lieve calo rispetto al 17 settembre (1,4%).
  • 0,2% dei posti in terapia intensiva (21 pazienti), in discesa dallo 0,3% della settimana precedente.

I dati confermano che ospedalizzazioni e decessi colpiscono soprattutto gli anziani:

  • tasso di ricovero: 28 per milione di abitanti tra gli 80-89 anni e 44 per milione negli over 90;
  • tasso di mortalità: 2 per milione tra gli 80-89 anni e 4 per milione negli over 90.


Diffusione del virus

L’indice Rt al 24 settembre è pari a 1,11 (intervallo 0,99-1,23), in lieve calo rispetto all’1,2 di inizio mese.
L’incidenza nazionale è salita a 7 casi ogni 100.000 abitanti, contro i 6 della settimana precedente.

Le fasce più colpite restano gli over 80, mentre l’età mediana dei contagi scende a 60 anni. L’aumento riguarda la maggior parte delle Regioni e quasi tutte le fasce di età.


Varianti in circolazione

Secondo i dati di sequenziamento della piattaforma I-Co-Gen, ad agosto 2025 in Italia circolavano diverse sotto-varianti della famiglia JN.1. In particolare, la variante XFG rappresenta il 78% dei campioni analizzati, con la sottovariante XFG.3 come linea dominante. Si tratta di una mutazione già segnalata a livello internazionale e in crescita anche su scala globale.


I casi Covid in Italia sono in aumento, con più tamponi, più decessi e un tasso di positività oltre il 12%. Le ospedalizzazioni restano contenute, ma l’impatto sugli anziani resta significativo.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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