La 98ª edizione degli Academy Awards segna un rallentamento nel percorso di recupero degli ascolti, interrompendo la crescita registrata negli ultimi anni. Dopo il minimo storico del 2021, la cerimonia era riuscita a riconquistare progressivamente pubblico, arrivando vicino ai 20 milioni nel 2025. Nel 2026, invece, si registra un calo del 9%, con 17,86 milioni di spettatori complessivi tra ABC e Hulu. Un dato che conferma quanto il legame tra pubblico e show resti ancora instabile.
L’anticipo dell’orario di inizio alle 19:00 ET non ha portato i risultati sperati. Anzi, la durata eccessiva della serata ha probabilmente finito per allontanare parte degli spettatori, creando un effetto paradossale: un accesso più immediato, ma una visione difficile da sostenere fino alla fine. Il ritmo dello show si conferma così uno dei suoi punti più critici.
Colpisce il divario tra il calo degli ascolti e l’elevato livello di incertezza nelle categorie principali. Dal Miglior film alla sfida tra Jordan e Chalamet, la competizione è rimasta aperta fino all’ultimo, mantenendo alta la tensione narrativa. Tuttavia, questo non basta più a trattenere il pubblico generalista, sempre più orientato a seguire solo i momenti chiave attraverso i social.
In questo scenario, l’espansione su YouTube appare sempre più sensata. Una scelta che potrebbe ridefinire il concetto stesso di successo, spostando l’attenzione dagli ascolti lineari alle visualizzazioni e all’engagement. La frammentazione dei contenuti offrirebbe infatti una fruizione più flessibile, in linea con le abitudini contemporanee.
Rimane però una domanda centrale: questa trasformazione riuscirà a modernizzare gli Oscar senza intaccarne il prestigio?


